Un amore inossidabile che dura da 73 anni

(di Stefania Franciosa per BuoneNuove) – Lui si chiama Ivo e ha novantacinque anni, lei si chiama Ada e di anni ne ha quasi novantadue: il 12 Ottobre di quest’anno festeggeranno settantatré anni di matrimonio.

I coniugi De Marco, spulciando nei dati dell’Anagrafe comunale, sono la coppia più longeva di Mesagne; si sono sposati nel lontano 1947, una lunghissima storia d’amore che li vede ancora felicemente uniti, innamorati e complici.

Lo si legge dagli sguardi che si scambiano: loro si sono sempre capiti, sostenuti e, forse, anche, sopportati. Perché in amore ci vuole anche pazienza, tolleranza e capacità di fare un passo indietro. L’importante è guardare nella stessa direzione, avere gli stessi obiettivi.

Ce lo hanno raccontato proprio loro. Ci hanno aperto la porta della loro casa in via Panareo. Una dimora semplice ma molto ordinata e soprattutto piena di ricordi. Sulle pareti le fotografie che raccontano i momenti più significativi della loro vita: i figli piccoli, il matrimonio, i nipoti, la famiglia insomma.

Avevano ventidue e diciannove anni quando si sono conosciuti. Lavoravano entrambi nello stesso oliveto, lui aveva saputo da un amico che quel giorno avrebbe potuto incontrare una bellissima ragazza e, in effetti, rimase folgorato da quegli occhi azzurri. Iniziarono a frequentarsi, qualche passeggiata, qualche chiacchierata e poi la decisione di unire le proprie vite.

Il signor Ivo era arrivato a Mesagne a dodici anni, faceva il giardiniere presso una famiglia del posto; ha lasciato la sua San Pietro Vernotico quando era ancora un ragazzino senza sapere cosa gli riservasse il futuro. Era il più grande di cinque figli e sentiva già la responsabilità di essere indipendente economicamente. La signora Ada di fratelli ne aveva sette, era anche lei la maggiore, viveva con i suoi genitori nel quartiere Mater Domini, lavorava nei campi tantissime ore al giorno.

Fu un matrimonio bellissimo celebrato nel Santuario di Mater Domini, ci raccontano: una cerimonia emozionante, tanti invitati, l’abito da sposa dalla lunga coda, le damigelle, il bouquet di garofani, una piccola festa presso un locale in affitto (“Il Concorso”), i tradizionali pasticcini preparati rigorosamente in casa e, ovviamente, il rosolio, il liquore delle grandi occasioni.

Ivo ed Ada non si sono fatti mancare neanche il viaggio di nozze. Sono saliti su un treno merci da Mesagne a Brindisi e poi in carrozza sono arrivati a Bari dove sono rimasti tre giorni, alloggiando in un romantico albergo sul Lungomare. Lo sposo aveva scelto quella destinazione perché vi aveva svolto il servizio militare; conosceva bene quella città ed era orgoglioso di fare da cicerone a sua moglie. Ritornati a Mesagne si stabilirono nel loro primo nido d’amore. L’abitazione si trovava a pochi metri da quella della mamma di lei, era una casetta piccola, ma ben arredata, il corredo era stato confezionato a mano ed i regali di nozze erano tutti oggetti utili.

Poi è arrivata la prima figlia a coronare quell’amore e, dopo ben diciassette anni è arrivata la seconda. I coniugi De Marco, ora, sono nonni e bisnonni.

Ma come si fa ad arrivare a settantatré anni di matrimonio? Qual è il segreto? Esiste una ricetta magica?

“Si litiga, ma dopo un po’ passa tutto – ci dice il signor Ivo abbozzando un sorriso – d’altronde l’amore non è bello se non è litigarello. Alla base di tutto ci deve essere il rispetto, l’educazione”. Lo interrompe la moglie, aggiungendo: “Ora è tutto diverso, manca la pazienza”. Ci spiegano dei tanti sacrifici per acquistare una casa per loro e poi per le figlie; hanno lavorato tanto, ma si sono anche potuti permettere una casa al mare. Quante estati spensierate trascorse a Torre San Gennaro con figlie, generi, nipoti e pronipoti.

E a proposito di nipoti, la coppia non può non ricordare il triste evento della morte prematura di una di loro. E’ successo qualche anno fa, aveva trentanove anni e tre bambini, il più piccolo aveva solo sei mesi quando un brutto male l’ha portata via all’affetto dei suoi cari.

“La fede ci ha sempre supportato – racconta la signora Ada – abbiamo avuto diversi problemi di salute, soprattutto mio marito, ma siamo contenti di essere ancora qua e potervi raccontare tutto questo”.

Il signor De Marco è stato per trent’anni priore della Confraternita di Mater Domini. Il suo amico, don Pietro, parroco del santuario mariano, ha celebrato la Messa dei loro cinquant’anni di matrimonio. Spesso va a trovarli e loro sono profondamente felici di questo. La signora Contessa non esce più da casa, le sue gambe gonfie non glielo permettono, il marito, invece, ogni tanto, si fa accompagnare in giro dalla figlia, per rivedere i posti più belli della sua Mesagne: la Villa, ad esempio, luogo di tante passeggiate o la Porta Grande, dove, per tanti anni ha visto sfilare la banda musicale durante i festeggiamenti per la festa patronale. Pochi divertimenti per loro, qualche gita in pullman, le chiacchierate estive dinanzi al portone di casa con i vicini.

“A noi è sempre bastato poco per essere felici. Adesso non è più così, si cercano i divertimenti, non ci si sopporta più, alla prima difficoltà si molla tutto e tanti matrimoni finiscono”, ci spiega la signora Ada con la sua infinita dolcezza. Ivo sembra più burbero, forse è una corazza, forse la vita lo ho indurito. Quando gli chiediamo di dare un bacio a sua moglie, non si tira indietro, lo fa subito e lo fa più volte, segno che la passione di una volta non è mai svanita. Esprimono tenerezza, la figlia li guarda e si commuove e anche i loro occhi sono lucidi. Sono orgogliosi. Il loro amore ha superato tante difficoltà. Loro, nonostante tutto, sono ancora qui mano nella mano.

Related Articles