Uil pensionati Stu Appia: “Attacco alla democrazia”

Occorre una risposta ferma nel momento in cui vi è una democrazia sotto attacco. È bene ricordare, come sostiene il nostro segretario Uil Pierpaolo Bombardieri, che è nel Dna del cittadino “il coraggio dell’Io”: “il sindacato non si lascia intimorire dagli attacchi” da qualunque sorgente questi provengano. La bussola del cittadino è nella tutela dei suoi diritti: “equità, salute, sicurezza, lavoro, legalità”. Sulla salute dei lavoratori non ci possono essere distinguo, perché sui diritti dei singoli non ci possono essere distinguo e, quindi, non si possono contagiare gli altri. Il tutto è scritto nell’articolo 32 della Costituzione, che legittima la sovranità al popolo sia nella forma sostanziale che in quella formale.

La confederazione ha una condivisione democratica ed è formata da tutti noi cittadini lavoratori e lavoratrici, pensionati, persone non autosufficienti, ammalati e volontari.

“Il sindacato”, riferisce il segretario della Uil pensionati Carmelo Barbagallo, “non è stato mai vandalizzato nemmeno dalle Brigate Rosse ….. L’attacco dei fascisti e dei nazifascisti non può che essere definito come il vero male assoluto della nostra civiltà democratica”.

L’attacco delle forze neofasciste contro la sede della Cgil di sabato 9 ottobre scorso a Roma, secondo la Uil pensionati Stu Appia, ricorda il 1921 quando in Italia, nasceva il Partito Nazionale Fascista che, poi, si trasformava in regime contro le camere sindacali del lavoro.

Le criticità, allora, erano nelle debolezze della politica e nelle sue divisioni; quelle analogie, oggi, si rispecchiano nell’assoluta incertezza come delle “Sedie vuota” in una grande sala, piena di specchi di Murano.

L’attacco alla democrazia di Roma sé un susseguirsi ai recenti avvenimenti accaduti sia in Grecia che negli Stati Uniti nella discesa in Piazza degli studenti per i greci e nell’insurrezione e nel caos nel momento della perdita di consenso del presidente Trump per gli americani.

In Italia l’evidenza della crisi non solo dovuta alla pandemia, ma alla miopia della classe politica che, in questi ultimi trenta anni, si è consumata nel suo logorio quotidiano.

Avevamo una democrazia da esportare. Molti paesi ce la invidiamo. La vera civiltà democratica nasceva in Italia con il Re Federico.

Oggi la classe politica è dominata dai capitalisti Leviatani, Lupus e dai monopoli degli affaristi.

Montesquieu ci ricordava che la Società ha bisogno di Democrazia e non di capitalisti. Marx faceva richiamo al Plus Valore, il presidente Aldo Moro fu ucciso dalle Brigate Rosse per difendere la democrazia del nostro Paese. Il nostro riferimento va alla Costituzione per vivere in sicurezza e in libertà anche in attinenza ai bisogni dei valori per i diritti democratici universali.

La difesa dei diritti di tutela contro le violenze sulle donne, per i lavoratori contro le morti bianche, per gli incapienti contro le povertà, è un avvio alle sfide che devono essere affrontate. Non si può rimanere “Indifferenti” (Alberto Moravia). Il diritto è la forza esistenziale di avere un invecchiamento attivo richiamando il vissuto nell’affrontare il presente e per proiettarlo nella visione del futuro. In questo il rapporto intergenerazionale tra il bambino, il giovane, l’adulto e l‘anziano è essenziale per tracciarne il percorso del giovane che corre veloce, ma ha bisogno della guida dell’anziano come Dante Alighieri che aveva bisogno della guida del maestro Virgilio.

Il sindacato è per la tutela dei diritti del lavoro, della Previdenza, della salute e dei livelli essenziali di assistenza per tutti a livello universale. Il sindacato è sempre stato per la concretezza contro la società liquida dispersiva nella sua forma sostanziale.

Il sindacato ha combattuto le sue battaglie contro i regimi fascisti e nazifascisti per costruire la vera democrazia. Ieri recente la classe politica ha preferito essere controcorrente. Il cittadino ha pagato il salasso della miopia politica. È lodevole la visita del presidente Mario Draghi al sindacato; potrebbe essere indicativa verso la svolta e segnalare la vicinanza dell’intero governo e delle istituzioni per essere “un atto che parla e che funge come un disegno ben preciso dietro quanto è accaduto e che serve come risposta del Paese a tutela della democrazia”. In questi ultimi anni gli italiani hanno preferito trascurare le urne elettorali.

L’astensionismo e il rifiuto delle riforme sono stati i punti nodali della crisi della politica odierna. Ripartire è necessario per dare certezza nel lavoro e invertire la rotta contro il precariato diffuso e il calo demografico in difesa dei giovani, che come diceva il presidente Pertini, “non hanno bisogno di sermoni, ma di onestà e coerenza”.

La Uil pensionati Stu Appia si chiede, dove sono i Pertini che si ergono nelle piazze a contrastare i facinorosi? Dove sono le Sentinelle della democrazia?

Il ruolo della politica non può essere propositivo nei sovranismi, nei populismi, nei gilet francesi e nei “No vax” o nei “No green pass”, ma nella sua forza di essere sistema democratico

La sua azione si fonda non sui movimenti di appartenenza dall’”ego sumus” della persona, ma sulla presenza di essere partito “bisognoso di rifondarsi”.

Oggi viviamo in una società dove “i ricchi aumentano le loro ricchezze, mentre la povertà cresce sempre di più”.

La sovranità del capitalismo, secondo la Uil Pensionati Stu Appia, non deve permettersi di essere la classe dominante della nostra società.  I tredici milioni di pensionati italiani pagano le tasse e credono nei valori costituzionali della democrazia.  Il sistema globale della finanza/economico è, invece, la ricchezza di pochi., il cui “ dubito ergo sumus” sul come è sopraggiunto il capitale.

Il tutto si nasconde nella “Grande Maschera” dell’occulta evasione e paradisi fiscali a scapito della povertà relativa e di quella assoluta per gli incapienti sempre più numerosi.

La comunità ha bisogno di benessere come bene comune di tutti. La crisi pandemica non ha lasciato solo ombre nel coprire la luce. Il residuo è nel fallimento del sovranismo e del populismo che hanno lacerato ile persone più fragili della comunità.

La Uil pensionati rispetta i diritti e non accettano le intimidazioni e gli attacchi fascisti. Il sindacato è per il rispetto della Costituzione. L’articolo 3 legifera sull’equità sostanziale e formale del cittadino. Il primo articolo della costituzione dà dignità al lavoratore come l’art.32 è per il rispetto degli ammalati e della Sanità pubblica che dispensa i Lea a tutti gli incapienti e i bisognosi (Livelli essenziali di assitenza).

Molti pensionati hanno affrontato la guerra, mentre le altre generazioni future ne hanno subite le conseguenze. Non bisogna, per la Uil pensionati, rimanere indifferenti agli attacchi come quelli di sabato scorso da qualunque estremismo questi provengano. La pace è fiore della democrazia e simbolo di civiltà che crea la differenza dell’Italia nel mondo come il Bel Paese.

La Uil respinge “questo clima di odio e di intimidazioni contro il sindacato che nulla ha a che fare con la democrazia”.  I tre segretari Landini, Sbarra e Bombardieri affermano che “L’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia.  Oggi con il Presidente Mario Draghi, il confronto con il Governo è continuo, si va avanti, ma non vi sono ancora riscontri concreti. La campagna del Nuovo Millennio della Uil è nel rispetto della vita fermando la strage nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è di “Zero morti sul lavoro” e di avere una coscienza civile collettiva, imparando il valore della sicurezza e della legalità sin dalla scuola primaria. È un obiettivo da perseguire e raggiungibile.

Noi del sindacato territoriale, in particolare oggi, chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge” ….”Ė il momento di affermare e realizzare i principi e i valori della nostra Costituzione. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza sabato prossimo”.

Noi della Uil pensionati Stu Appia esprimiamo la nostra più viva solidarietà alla Cgil e all’Ospedale Umberto I di Roma, condanniamo il violento attacco delle forze neofasciste e sabato 16 ottobre saremo in piazza a Roma per dire “Stop e Mai più fascismi”; è un diritto etico costituzionale da rispettare sia nella forma sostanziale che in quella formale.

Il segretario Responsabile

Tindaro Giunta

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