UFFICIO RECLAMI – Una storia di ordinaria follia ai tempi del Covid-19

Buona sera amici, stasera voglio dare sfogo alla mia rabbia, volevo confermare per mia esperienza personale l’indifferenza totale sanitaria in cui ci troviamo in questo periodo di grande necessità. Ero straconvinta che una volta arrivato al sud questo maledetto COVID19 sarebbe stato il caos totale. Purtroppo mi ritrovo in una situazione molto critica: mio marito dal 22 Marzo ha cominciato ad avere sintomi influenzali, la febbre è salita di colpo altissima con tutti i sintomi possibili ed immaginabili. Il giorno dopo, visto che la febbre non si abbassava, il medico curante ha fatto richiesta per il tampone. Da lunedì quando lo ha richiesto, il tampone gli è stato fatto solo sabato. Il lunedì successivo, visto che la febbre era sempre alta, sotto consiglio del dottore chiamo il 118 (una massa di….) Signora di cosa ha bisogno? Mi rispondono. Ed io “per favore mio marito ha la febbre alta da 9 giorni e tosse secca, mandatemi un’ambulanza”. Dall’atto capo del tekefono: “Ma signora ha crisi respiratorie?” Le dico: noo. “Allora se lo tiene a casa e lo faccia curare dal medico curante, se lo vede cianotico ci richiami!!!!”

Avrei voluto ammazzarlo. A mio avviso c’è stata omissione di soccorso. Maledetti!! Per sua fortuna mio marito per il momento è migliorato e comunque aspettiamo ancora l’esito del tampone. Le nostre preghiere sono state esaudite. Ora speriamo vivamente che sia negativo e che tutto questo rimanga solo un brutto ricordo però pretendiamo più assistenza per tutti è un nostro diritto.

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