Home Primo Piano UFFICIO RECLAMI – Una domenica da incubo in via G. Zullo

UFFICIO RECLAMI – Una domenica da incubo in via G. Zullo

da Cosimo Saracino
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Riceviamo e pubblichiamo: “I giovani operai dell’ENEL hanno rischiato il linciaggio quando sono intervenuti, dopo ben diciotto ore dalla segnalazione, per riparare il guasto in via G. Zullo; roba da terzo mondo. Gli abitanti esasperati per la prolungata interruzione dell’energia elettrica, si sono rivolti anche alle forze dell’ordine (vigili urbani, carabinieri e polizia) per cercare di risolvere il problema, già segnalato più volte nel corso dei mesi precedenti, anche perché nelle abitazione ci sono persone anziane; non c’è stato niente da fare, le telefonate all’ENEL non sono servite a niente, l’assistente (sic!!!) vocale preposto non ha combinato niente, anzi …. un servizio pessimo a fronte di grandi profitti. Vogliamo mettere al corrente i nostri concittadini dei gravi disservizi perpetrati da queste AZIENDE DI STATO, che mandano dei ragazzi (gli operai che sono intervenuti erano poco più che ragazzini, guidati nell’intervento dagli abitanti che sapevano già il problema e cioè due fusibili bruciati all’interno di una cassetta, considerato che appena piove un pochino più del solito si ripresenta il distacco dell’energia elettrica) e che ieri è capitato a noi, ma domani potrebbe capitare a chiunque. Forse sarebbe il caso di  provare a trovare qualche soluzione, tipo ad esempio un filo diretto (non l’assistente vocale) con un operaio qualificato che possa pianificare gli interventi concretamente.

Alla fine di questa lunga odissea,  gli abitanti di via Zullo hanno coccolato i giovani intervenuti che sono stati mandati allo sbaraglio a fronteggiare le proteste (legittime), mentre i “volponi“ si muovono dietro le quinte a fare extra profitti e pronti a togliere l’energia elettrica,vessando le famiglie che non riescono a pagare le bollette, che gli abitanti di via Zullo pagano regolarmente ma che sono rimasti ugualmente senza luce per quasi un giornoroba da paesi sottosviluppati. Vergogna. Maria Calcagni

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