Gentile Sindaco, gentile Amministrazione Comunale e, per conoscenza, spettabile Direzione del nuovo supermercato che aprirà in viale Indipendenza a Mesagne. Scrivo questa lettera come semplice cittadino per dire ciò che è ovvio: ci sono oggi, in città, sedici alberi in meno.

Sedici pini tagliati per consentire una miglior svolta alle automobili verso il nuovo supermercato, attualmente in costruzione. Lavori di «riqualificazione», è stato detto.

Per un supermercato che nasce, quello che da molti anni è un viale alberato cambia per un tratto la sua natura, e si desertifica in una sola giornata.

Sono sicuro che, da un punto di vista legale, chi ha chiesto l’autorizzazione avesse il diritto di chiederla e che chi l’ha concessa avesse il diritto di concederla.

Ciò premesso, mi domando se il cittadino non dovrebbe essere informato di certe scelte urbanistiche prima che la decisione sia presa, e quale voce in capitolo possa avere su come vengono modificati i luoghi quotidiani della sua vita.

Naturalmente capisco che coniugare le esigenze di tutti è praticamente impossibile, e che la realtà a volte è più complessa di come la vediamo dalla strada. Lascio dunque da parte le polemiche e cerco di essere propositivo.

Come cittadino che vive a Mesagne, chiedo ufficialmente due cose:

1) L’impegno da parte dell’Amministrazione Comunale a preservare la copertura arborea della strada nella parte rimanente del viale, di modo che l’accaduto non costituisca un precedente per il taglio di nuovi alberi.

2) L’impegno, come forma di compensazione minima, a piantare (e a prendersi cura di) nuovi alberi nella stessa zona – sedici, almeno – così come avviene in altre realtà geografiche, dove per ogni albero che viene tagliato se ne pianta un altro.

Naturalmente, se la proprietà del nuovo supermercato vorrà fare la sua parte, mi permetto di suggerire la convenienza, da un punto di vista pubblicitario e persino “scenografico”, di procedere alla piantumazione di altri alberi negli spazi adiacenti il parcheggio del supermercato.

Faremo più volentieri la spesa in un supermercato che dimostra di avere a cura l’ambiente e la cura della città.

Spero con la presente di non aver urtato la suscettibilità di nessuno, ma credo davvero che al giorno d’oggi dovremmo orientare le nostre scelte verso politiche di “rimboschimento urbano”, combattendo la penuria di verde che squalifica le nostre città.

Cordiali saluti,

Mario Badino
(Mesagne)