UFFICIO RECLAMI – In contrada Vergine una bonifica a metà? – di Paolo Summa FOTO

Domenica 7 marzo 2021. Torno a Villa vergine, un rudere ormai abbandonato alla periferia di Mesagne. C’ero già stato molte volte per la bellezza del luogo e molte volte mi sono imbattuto nella grande discarica a cielo aperto che si è creata negli anni, favorita dall’isolamento del luogo. Circa un anno fa vi avevo trovato grandi cumuli di amianto, tavolini, rifiuti dell’edilizia. A distanza di tempo ci sono tornato ed ho scoperto che parte di quella discarica era stata rimossa. I grandi cumuli di amianto non c’erano più, così come molta della spazzatura che c’era. Il comune di Mesagne si è interessato alla questione ed è intervenuto. Ma quello che ho trovato mi ha lasciato ugualmente perplesso. Sono rimasti qua e là degli ammassi di rifiuti, ma la cosa che più mi ha colpito è stata una montagnola di terra ai margini del sito. Per terra si notavano le tracce delle ruspe che hanno eseguito i lavori. Ma quello che era lampante era che molta della terra sulla quale posava l’amianto e tutti i rifiuti era stata ammassata, al termine delle operazioni. Mi sono avvicinato per osservare meglio ed ho notato una grande quantità di frammenti di amianto sbucare da questi ammassi. Molti, piccoli pezzi di amianto sulla superficie e chissà quanti al suo interno.
Sotterrati, nascosti.


Sicuramente la gestione di questo tipo di rifiuti è complessa, ancora di più quando si tratta di frammenti.
Ma mi chiedo se sotterrare ciò che è più difficile raccogliere sia una soluzione adeguata.
Perché non sono stati rimossi?
Il comune di Mesagne ha speso dei soldi per effettuare questo intervento.
Ma è un intervento concluso?
Perché i residui di amianto frammentato sono stati ammucchiati e spostati?
Perché ci sono ancora vari cumuli di rifiuti?
Mi chiedo se chi è intervenuto ha compreso perché l’amianto è così pericoloso. Mi chiedo se sa cos’è l’asbestosi.
Per chi non lo sapesse l’asbestosi è una malattia polmonare delle vie respiratorie. Vi suona familiare?
Sanno che l’amianto diventa letale proprio quando è frantumato e disperso nell’ambiente? Soprattutto mi sembra inverosimile questo approccio approssimativo su un sito su cui vi è l’attenzione di un’amministrazione. Mi chiedo perché pur avendo speso dei soldi pubblici, ci si sia limitati a rimuovere solo la parte più appariscente della discarica.
A che serve compiere i lavori di bonifica in questo modo?
Perché il lavoro non è stato terminato? (continua sotto 👇)


Sulle montagnole di terra e rifiuti ammassati oramai inizia a cresce l’erba e presto diventeranno parte di quel paesaggio con tutto il loro contenuto, tanto che chi vi si avvicinerà neanche si accorgerà del pericolo. Basta una singola particella di amianto respirato per ammalarsi.
Non voglio credere che quel lavoro sia terminato.
Il comune di Mesagne ha controllato i lavori dopo che la ditta ha comunicato il termine?
Rivolgo queste domande ai dipendenti pubblici che se ne sono occupati, all’amministrazione, a chi si è assunto la responsabilità di gestire i lavori e alla ditta che se n’è occupata. Non è una questione personale, ma un problema di sanità pubblica che oggi come oggi non può essere trattato con superficialità.
Chi ha fatto i lavori cosa intende per bonifica?
Cosa ne pensa l’ufficio ecologia e ambiente a riguardo?
Mi piacerebbe avere delle risposte ad ognuna di queste singole domande.
Tornerò a Villa vergine e in tutti gli altri luoghi dove vi sono discariche a cielo aperto e continuerò finché al posto delle discariche non vedrò che qualcuno avrà piantato un fiore e spero che accanto a me ci siano tanti e tanti mesagnesi.
Paolo Summa

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