UFFICIO RECLAMI – Gli operatori sanitari della SAD trattati come di serie B

Ci sono circa 40 operatori sanitari che lavorano per il Servizio Anziani Disabili (SAD) dell’Ambito territoriale che sembrano dimenticati dalla Asl nella lotta alla diffusione del Covid-19. Sono Oss e altri operatori che quotidianamente si recano nelle case degli anziani residenti nei nove comuni dell’Ambito per assisterli nelle necessità primarie. Questo servizio è diverso rispetto all’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), ma si svolge sempre a contatto con persone fragili. Eppure questi operatori non hanno mai ricevuto l’invito ad effettuare un tampone di controllo e meno che mai ad essere inseriti nel programma vaccinale. Sono lavoratori di una cooperativa che gestisce il servizio per conto dei comuni dell’Ambito Territoriale n. 4: Cellino S.Marco – Erchie – Latiano – Mesagne – San Pancrazio Salentino – San Pietro V. – Sandonaci – Torchiarolo – Torre Santa Susanna. Una situazione difficile da accettare soprattutto mettendola a confronto con altri operatori sanitari che hanno a che fare con gli anziani e che in questi ultimi giorni hanno anche effettuato il vaccino. “Ci sentiamo trattati come se fossimo di serie B”, ci dicono al telefono volendo sottolineare di non acvere alcuna intenzione di sollevare polveroni ma solo di mettere in sicurezza le persone che gli vengono affidati.

Il consigliere alle politiche sulla disabilità del Comune di Mesagne, Antonio Calabrese, conosce molto bene il problema e la tematica la si sta affrontando all’interno dell’Ambito. Nelle prossime ore l’Ambito invierà una lettera alla Asl per chiedere l’inserimento di questi professionisti nelle liste delle persone da vaccinare subito. Nella speranza che il problema venga risolto, abbiamo voluto dare spazio a questa disparità di trattamento.

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