UFFICIO RECLAMI – Ancora dubbi sul bando per la gestione del Canile comunale

Riceviamo e pubblichiamo da parte della dottoressa Laura Simeoni, Presidente Consulta associazioni europee a tutela degli animali, questa nota sul bando per la gestione del Canile Comunale: 

“Con questa nuova e innovativa gara si dovrebbe così porre fine ad una situazione di illegittimità che dura oramai da quasi venti anni; anni in cui, purtroppo, si è proceduto  a reiterati affidamenti diretti sempre e solo allo stesso gestore! Stupisce che anche questa volta l amministrazione di Mesagne (Br) Puglia abbia pensato di creare una situazione tale da garantire la presenza in canile sempre dello stesso gestore ,tali procedure,  come ha più volte sottolineato il Presidente dell’autorità anticorruzione Cantone, delineano un modo di amministrare la cosa pubblica a dir poco  deprecabile, soprattutto non conforme ai principi di buon andamento , di imparzialità , del principio della libera concorrenza , del principio della rotazione nei ruoli nelle classi disagiate del territorio e fin anche aspetti che riguardano l appartenenza a determinate categorie  nonostante i venti anni continuativi di stipendio ,come un infermiere e anche più alti , compreso una trentina di principi amministrativi sanciti dalla Costituzione e puntualmente ignorati. Dalla lettura del bando, siamo fortemente perplessi che questa sia una gara d appalto innovativa ,si ravvisano infatti diversi elementi di illegittimità che potrebbero aprire a possibili contenziosi e non raggiungere l’obiettivo prefissato.

La gara, a nostro avviso, laddove l’amministrazione non si adopererà per porre in essere dei  correttivi urgentissimi, rischia di andar deserta  o di essere inficiata dalla presentazioni di ricorsi di soggetti economici improvvidamente esclusi dal bando, atteso che è prevista una riserva esclusiva di partecipazione alle sole associazioni iscritte nel registro nell’albo delle associazioni di protezione animali della regione Puglia, al contrario, non si comprende cosa ci faccia ancora dopo venti anni la stessa cooperativa allinterno della gestione del canile, Vi sono diverse e recenti pronunce,  TAR e Consiglio di Stato,  che su questo specifico argomento hanno ritenuto illegittimo il bando riservato solo ad alcuni operatori economici. Innanzitutto il Tar Piemonte (sentenza n° 306 del 3 marzo 2016), dove si afferma che il servizio di gestione del canile municipale rientra nell’ambito dei servizi pubblici e per tali servizi non si può prevedere nessuna riserva di partecipazione a determinati soggetti economici. Solo nel caso di  forniture di beni e servizi, spiega il TAR, si possono prevedere specifiche riserve(legge 381/1991). Tuttavia se il bando di gara è superiore alla soglia europea, come nel caso specifico del Comune di Mesagne che supera di ben due volte e mezza la soglia limite , indipendentemente se esso riguardi l’erogazioni di servizi pubblici o forniture di beni, nessuna riserva di partecipazione è consentita indipendentemente se prevista da legislazione regionale o nazionale!

Dello stesso avviso il Consiglio di Stato che con ordinanza n° 95 del 22 dicembre 2014, proprio su un caso riguardante un affidamento  ad un Canile comunale pugliese, in merito ad un ricorso proposto da una società esclusa, ha affermato che la volontà del  legislatore  statale(art.2 comma 371  legge 244/2007) è quella di  garantire  al  settore in discussione una struttura concorrenziale, escludendone la  riserva  a favore delle associazioni come previsto dalla norma regionale, norma che contrasta quindi col principio, di esclusiva competenza statale, di tutela della concorrenza. Vi è di più! Nel bando si prevede la cura e il mantenimento di 200 cani; attualmente pare invece che il numero degli animali arrivi intorno ai 240 ci chiediamo quindi, come verrà gestita tale situazione? Ed ancora il bando copre per il 75%  circa le spese del solo personale mentre per l’espletamento di tutti gli altri servizi è prevista, a nostro avviso, una quota inadeguata del tutto inadeguata a garantire il benessere del cani , quota fra l’altro sottoposta anche a ribasso d’asta, in più se pur prevista la figura dell’educatore cinofilo questi potrebbe seguire non più di due cani all anno in relazione alle ore previste come attività settimanali , messo che per occuparsi degli aspetti comportamentali di un essere senziente siano sufficienti solo due ore al giorno ,non si comprende sulla base di quale considerazione professionale si siano previsti detti compensi, Tutti elementi dunque che rendono il bando poco vantaggioso e tutt’altro che trasparente e per nulla innovativo.

 

Dott. Laura Simeoni,Presidente Consulta associazioni europee a tutela degli animali

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