Buongiorno a tutti, fratelli e sorelle! Mi chiamo Brunilda Tahirllari, sono albanese e ho ottenuto la cittadinanza italiana nel 2009. Vivo costantemente un sentimento paradossale, a volte mi sento sia albanese che italiana e a volte mi sento un apolide. Mi spiego meglio. Quando sento parlare di realtà inclusive, solidali, empatiche come quella di Riace ora e quella di accoglienza straordinaria albanese durante l’esilio dei fratelli kosovari nel ’98-’99, posso dire di sentirmi pienamente rappresentata e anche (permettetemi un po’ di sana presunzione) orgogliosa. Poi però si presentano dei soggetti ignobili (che io manderei volentieri nei CPR e oltre) che disegnano e propongono dei decreti legge che configurano l’annichilimento di tutto questo ed ecco che mi sento di nuovo orfana di cittadinanza. Per un po’ di tempo ho accettato la corrente di pensiero che “i politici sono la riflessione della nazione”, era meno impegnativo. Ora però non ci sto più, sto sviluppando un pensiero critico e responsabile che non mi permette di non agire. Ognuno ha i suoi tempi, ma prima o poi la campanella della coscienza suona per tutti. E’ vero che i politici sono il risultato di una nostra scelta, ma una scelta fatta in mancanza di alternative valide. Chi è responsabile di questa mancanza? Siamo sempre noi, noi che evitiamo di partecipare alle primarie di qualsiasi partito, evitiamo di avvalerci del nostro diritto di partecipare alla vita politica del paese, evitiamo di prenderci le nostre responsabilità di scelta nei confronti delle future generazioni, figli, nipoti…con la solita scusante “Tanto sono tutti uguali”. Eh no, cari concittadini, siamo NOI a sceglierli tutti uguali, corrotti e delinquenti perché tale è la nostra coscienza. Vogliamo svegliarla una buona volta la nostra coscienza, non mettiamola a tacere, ce lo chiedono i nostri figli, il futuro ma soprattutto le nostre anime. Siamo parte integrante di tutti e tutti interdipendenti. Siamo tutti cittadini del mondo!Con affetto