Inizio scoppiettante del Consiglio comunale

Scoppiettante partenza del Consiglio comunale nel giorno dell’elezione del Presidente, del giramento del Sindaco e della presentazione della squadra di giunta. Da una parte l’opposizione intenzionata a fare “pelo e contro pelo” all’Amministrazione Matarrelli e dall’altra il primo cittadino che non si è fatto sfuggire l’occasione per rispondere a tono. In mezzo una città che ha bisogno di soluzioni concrete ai temi che l’assillano da anni. Ma andiamo con ordine. Inizio piuttosto sommesso e istituzionale con Francesco Rogoli che ha fatto partire la massima assise nel modo migliore e con grande professionalità. Alle 18.07 l’elezione, a secondo scrutinio, di Omar Ture a Presidente del Consiglio.

Ture nel suo discorso di insediamento ha rivolto il saluto a tutti i componenti della città, ai mesagnesi che vivono in città e nel mondo confermando uno stile ‘democristiano’ che lo contraddistingue. Sull’elezione del vicepresidente il Partito Democratico, per bocca di Rosanna Saracino, ha chiaramente definito la proposta di affidamento della carica di vicepresidente all’opposizione come una “non proposta” e quindi ha rimandato al mittente l’idea. Contestato dalla Saracino soprattutto il metodo: “Lo abbiamo saputo pochi minuti prima dell’inizio del Consiglio”, chiarendo al contempo che non si tratta di “un no a prescindere”. Il Consigliere Dimastrodonato, dal canto suo, ha chiesto alla maggioranza un cambio di passo rispetto al passato e la possibilità di avere la presidenza del Consiglio. Proposta in rottura con quanto accaduto negli anni precedenti.

Dopo la presentazione breve e piuttosto asettica della squadra di giunta, il consigliere Molfetta è intervenuto facendo una serie di valutazioni politiche sul tema e sull’attività amministrativa dei primi giorni del governo di Toni Matarrelli. Un intervento atteso all’indomani della fine anticipata della consigliatura Molfetta e i cui argomenti sono stati più volte sviluppati in campagna elettorale. Nell’intervento dell’ex sindaco torna ancora il presunto controllo dell’informazione da parte del Sindaco Matarrelli (Molfetta dimentica forse la collaborazione quotidiana avuta con la nostra testata fino alla sua scelta di comunicare con la città senza mediazione dei giornali?)

Dopo questo intervento, che riportiamo integralmente qui sotto, sono intervenuti altri consiglieri dell’opposizione che hanno messo in evidenza come gli incarichi di consulenza politica firmati al sindaco potrebbero avere dei pesanti profili di illegittimità. La consigliera Saracino e il consigliere Giuseppe Indolfi hanno chiesto al sindaco di ritirare in autotutela le nomine. Sul profilo di legittimità è stata chiamata ad intervenire la segretaria generale Giorgia Vadacca che ha assicurato il consiglio sulla legittimità dell’atto chiarendo che si tratta di un profilo “pionieristico” diverso dal ruolo del Consigliere comunale e dell’assessore. Siamo sicuri, comunque, che su questa vicenda delle consulenze l’opposizione farà ricorso al TAR chiedendone la sospensione dell’efficacia.

Poi gli interventi di Vizzino, Resta, Colucci, Crusi per la maggioranza hanno aumentato il distacco con l’opposizione. Dopo tutti gli interventi ha preso la parola il Sindaco Matarrelli. Un intervento che ha tradito un certo nervosismo. Il primo cittadino ha chiarito in consiglio comunale quali sono state le ragioni politiche che il 21 febbraio scorso portarono alle dimissioni dell’allora maggioranza: “Molfetta non poteva più fare il Sindaco. Il  giudizio politico del suo operato eranegativo. Eravamo legittimati a prendere quelle decisioni rischiando anche sull’eventuale campagna elettorale”. Matarrelli si è rivolto molto spesso nei confronti dell’ex amico Pompeo chiedendo lumi sulle ragioni di un intervento che giudica “appena 20 giorni di lavoro nell’amministrazione”.

Quindi ha rivolto le sue attenzioni al Partito Democratico definendo “ipocrita” l’atteggiamento di guardare ai cavilli delle consulenze e a non aver avuto parole chiare sulla questione “delle 19 mila euro di contributi alla cassa forense versati dal Comune per l’ex presidente del Consiglio comunale Fernando Orsini”. Orsini che su facebook, già ieri sera, ha così risposto: “Non so se sia vero, ma mi hanno appena riferito che nel corso della prima seduta del consiglio comunale – naturalmente non in mia presenza, non facendone come è noto più parte – il sindaco di Mesagne non mi ha dimenticato. Vedo che sono per lui un’ossessione, ancora pensa a me! Quanto onore! Qualcuno che gli è davvero amico lo aiuti e gli ricordi che – ammesso che lo sia stato qualche volta – io non conto più niente. Sono un semplice cittadino, in favore del quale, come per tutti gli altri mesagnesi, lui dovrebbe amministrare. Possibilmente bene. Lo stesso “amico” di cui sopra gli dica anche che quando il sig. Matarrelli o il sindaco Matarrelli, scelga lui in quale veste, ritiene che io sia un poco di buono (ha tentato già una prima volta nel corso della seduta del consiglio comunale dell’8/6/2017, facendo poi precipitosa marcia indietro!), ha tutti gli strumenti per farlo accertare dagli organi preposti. Io non mi sottrarrò. Un avvocato per difendermi, da qualche parte lo troverò. Gli chiedo solo un impegno solenne: se dovesse perdere il giudizio che potrebbe e vorrebbe intentarmi e dovesse essere condannato alla rifusione delle spese giudiziali, che sia lui a pagarle e non le faccia pagare al Comune. Chiederò al sindaco di essere ricevuto per invitarlo a far pubblicare piuttosto le note che io ho inviato al Comune, con le quali ho rinunciato a legittimi compensi cui avevo diritto per attività professionale espletata in favore dell’Ente quando non rivestivo l’incarico di consigliere comunale. Se non dovesse concedermi l’incontro o non dovesse pubblicare quanto indicato nei 10 giorni successivi, lo farò ovviamente io. Per quanto mi riguarda, non ho altro da dirgli. Vorrà dire che per uno – sarò il primo – non sarà il sindaco di tutti. Me ne farò una ragione. Per dirla con Montanelli, se è difficile perdere con dignità, lo è altrettanto vincere senza arroganza”. Ancora paroloni da parte di tutti e poca concretezza. Speriamo nel prossimo.

INTERVENTO DI POMPEO MOLFETTA

Signor Presidente, mi permetta di esprimerle le mie congratulazioni e il mio personale augurio per l’alto incarico che lei è chiamato a rivestire.
Voglio fare gli auguri ai consiglieri neoeletti che per la prima volta si approcciano con trepidazione a questo ruolo ma anche a quelli come me che con la stessa trepidazione ritornano su questi banchi. Ognuno di noi è portatore dei legittimi interessi e delle aspirazioni cittadini che rappresentiamo. Ad essi bisogna portare rispetto senza però mai violare i limiti della propria coscienza. Ognuno quindi ha il dovere di rispettare l’impegno assunto con il proprio elettorato, con la propria coalizione ed il progetto politico che ha sposato ma non c’è nessun vincolo di mandato che possa travalicare i propri convincimenti morali. La libertà di espressione è fondamentale perché si generi quella virtuosa contaminazione di idee utile a determinare le soluzioni migliori nell’interesse generale del paese. Quindi la maggioranza faccia la maggioranza l’opposizione faccia l’opposizione, ma ognuno faccia il consigliere comunale e sia messo nelle condizioni migliori per esprimere liberamente il suo pensiero.

Purtroppo, possiamo tutti constatare, che si sta compiendo ormai da anni una silenziosa e più o meno consapevole trasformazione del nostro sistema democratico. Gli istituti della rappresentanza vengono via via depotenziati mentre viene esaltato il rapporto diretto fra chi governa ed il popolo. In parlamento arrivano ormai solo decreti leggi e quasi sempre blindati dal voto di fiducia. I consigli comunali vanno assumendo sempre più spesso il ruolo di organismi di ratifica di decisioni già assunte altrove. I partiti, le organizzazioni sindacali sono sempre più delegittimati e invisi perché considerati comitati d’affari. Dunque il potere cerca ovunque di saltare gli strumenti della mediazione politica e di stabilire un rapporto diretto, empatico, umorale con il cittadino.

Cerca di parlare la stessa lingua, di assecondarne gli umori, le ansie, le paure semplificando la realtà fino a mistificarla. Per fare questo bisogna padroneggiare bene gli strumenti moderni della propaganda: i videomessaggi, profili FB, i selfie su istagram, i cinguettii su Tweetter strumenti che spesso facilitano processi di identificazione – di emulazione – di sudditanza. Nessuno più si vergogna di dire: gli italiani prima di tutto, meglio se se autoctoni di razza bianca, rigorosamente eterosessuati e magari vicini di casa. Questo assunto, declinato a livello locale, porta a dire: i Mesagnesi prima di tutto, prima di tutto quelli del mio rione, i miei amici, la mia famiglia.. io …iu in un escalation che tende a destabilizzare i vincoli sociali a far prevalere sempre l’io sul noi.
Per raggiungere questo obiettivo chi governa deve dotarsi di un’arma potentissima che è la comunicazione e deve affidarla a chi ha specifica abilità nei processi di distrazione e condizionamento di massa. Ebbene mi pare che anche noi stiamo imbroccando decisamente questa strada, che fu di Berlusconi e che oggi è di Salvini. Pare infatti che il sindaco stia predisponendo l’allestimento di un poderoso ufficio di staff, un vero e proprio ministero ombra della propaganda. Ha già cominciato a tappezzare il suo percorso amministrativo di videomessaggi sul web, comparsate nei programmi tv, conferenze stampa oltre ad una presenza ossessiva sui social media. Mentre si spazzano le strade, si pulisce una aiuola si fa un video, se si scazzafitta una colonna si fa un post, se si promette di asfaltare una strada si va a casa dei residenti ad annunciarla.

Una poderosa macchina da guerra con cui si afferma che questo significa governare un paese. L’ordinaria amministrazione, che dovrebbe essere prevalentemente in carico ai funzionari, diventa evento straordinario, diventa espressione fattiva di vicinanza al popolo. L’idea di città, la visione collettiva serve da sottofondo, resta uno spot per la propaganda e per la campagna elettorale …e poi c’è sempre una campagna elettorale alle porte con cui scaldare gli animi dei supporter’s. Questa è una giravolta di 360° rispetto al passato, che induce, secondo me, una sottocultura di governo, perché impone l’assunto che il buon governo è quello che è in grado di dare tante piccole risposte individuali, che il buon governo è il governo del fare ..non del pensare e meno che mai dello studiare.
“ Questa è la politica diceva un mio amico … fattene una ragione caro Pompeo …tu sei bravo, ma se non appari non esisti. La città ha bisogno di sindaci d’assalto non di studiosi ..perché oggi l’ignoranza è una virtù ”.
Già l’ordinaria amministrazione! Il sindaco non spreca il suo tempo in incontri interistituzionale come quello svolto in Provincia sulla crisi del sistema dei rifiuti dove non si decide nulla. Quelli sono i luoghi del bla..bla..bla, passerelle per sindaci che hanno tempo da perdere, luoghi dove i problemi si incancreniscono in discussioni inutili che non portano a nulla. Tutto si può risolvere per altre vie, senza tante storie, magari con un colpo di telefono alla persona giusta, al potente sovraordinato di turno.

Beh! A me questo mi pare essere un modo padronale di concepire il potere che evoca i podestà.. i feudatari. Ma questo alla gente piace molto… perché purtroppo questo paese, specie il nostro meridione, è ancora molto lontano da una matura coscienza democratica. Altro elemento fondamentale per affermare la democrazia diretta è avere il controllo dell’informazione. Ora da noi, a parte qualche eccezione, l’informazione locale passa comunemente attraverso i social media – i siti web ..messi su da società private, da libere associazioni, da blogger che faticano a guadagnare spazio nel mercato complesso dell’informazione e che quindi hanno, prima di tutto, il problema dei costi di gestione, per cui viene naturale cercare l’audience. Questo significa privilegiare quello che la gente vuole ascoltare. Allora l’informazione rischia di diventare gossip, voyerismo, talk show, dove in genere non c’è contradditorio e dove non si approfondiscono le questioni, dove passa il pensiero unico del capo dalla cui bocca escono solo parole di verità.

Allora succede che magari passi con enfasi e diventa straordinaria la pulizia del Centro Storico prima della festa padronale (cosa che si è sempre fin fatta dalla notte dei tempi), diventa un evento mediatico la presenza del nostro sindaco all’AIP, mentre io risultavo latitante perché non mi facevo fotografare. Mentre non passa la notizia che il Comune ha ricevuto un finanziamento dal Ministero degli Interni di 190.000 euro per la ristrutturazione e la ri-funzionalizzazione di due immobili sequestrati alla mafia in cui sarà ospitato un Centro antiviolenza grazie ad un progetto presentato nella precedente consigliatura. Come ? non si dice niente su una cosa così importante sul tema della legalità a Mesagne? Oppure non si dice perché quello che viene dal vecchia amministrazione deve essere cassato, deve sprofondare nell’oblio dell’ignavia?

Parole di verità… ma quale verità?. Il sindaco ha dichiarato in una di queste conferenza stampa, con grande non scialance , che “il comune di Mesagne…quindi tutti i mesagnesi sono indebitati per di 6,7 ml di euro.” . Punto. Questa informazione gettata nell’etere senza essere contestualizzata, induce nell’opinione pubblica una serie implicita di considerazioni tutte di segno negativo sull’operato di chi stava prima e salvaguarda preventivamente dalla responsabilità chi è venuto dopo. A parte che chi è venuto dopo stava pure prima – ma il gioco è sporco perché è tendenzioso in quanto da una notizia vera si arriva a conclusioni false. Che sono questi 6.7 ml di euro? Da dove saltano fuori? Ebbene io credo che siano il saldo di cassa che la tesoreria ha reso nel giorno 14 giugno. E’ questo un numero che dà conto esclusivamente dei flussi in entrata ed in uscita registrati fino a quel giorno. Si tratta di un valore che oscilla costantemente da un giorno all’altro, da un mese all’altro e che può variare grandemente nel corso dell’anno a secondo di quando lo si rileva. Nella fattispecie la rilevazione è stata fatta in un tempo in cui la spesa verosimilmente superava di gran lunga l’entrata perché ancora non erano state contabilizzate la gran parte delle entrate tributarie, che come sappiamo sono scandite in rateazioni che partono dalla seconda metà dell’anno. Il dato perciò non definisce affatto quali siano i debiti dell’amministrazione, quelli sono un’altra cosa, ne lo scoperto per le anticipazioni di tesoreria, al più può confermare che continua ad esserci una certa sofferenza di cassa, fatto che è notorio perlomeno dal 2014 su cui abbiamo lungamente discusso. Di che stiamo parlando?

Se io avessi voluto fare lo splendido avrei potuto dire che il comune il Comune è ricco ed in salute perchè vanta crediti esigibili per decine e decine di milioni di euro. Notizia vera ma conclusione falsa. Allora se la campagna elettorale è finita per me , sig. sindaco è finita anche per lei, certe scorciatoie mediatiche non se li può permettere. Sul punto specifico le ricordo che si è pubblicamente impegnato a risanarlo il bilancio non a mistificarlo. E se mi posso permettere ha la strada spianata basta seguire i dettami della delibera N5/2018 dove sono tracciate le strategie di medio termine per correggere gli squilibri che ci portiamo avanti da anni. Se poi vuol farsi un idea più compiuta del passato, si legga la relazione di fine mandato ove sono illustrate tutte le tabelle relative ai dati macroeconomici sulla gestione economica e finanziaria di tutti e quattro gli anni del mio governo. Da li si potrà rendere agevolmente conto che sul tema del bilancio il lavoro sporco l’ho fatto io e che lei deve solo proseguire pedissequamente quello che noi abbiamo cominciato a fare nel 2018. Però per risanarlo questo benedetto bilancio buon senso vorrebbe che il settore sia potenziato: invece abbiamo perso l’economo e la delega al bilancio, potrebbe essere assegnata, per la prima volta nella storia, ad un consigliere comunale privo di potere esecutivo e in pieno conflitto di interesse.

Sia chiaro! Una buona ordinaria amministrazione è cosa necessaria ma governare non è solo questo perché, al di la dei proclami contenuti nei programmi, ci sono delle questioni strutturali che si impongono da se e che non possono in alcun modo eluse. Io voglio ricordare solo alcune cose che per me sono state un vero e proprio tappeto di spine e che spero per lei che siano un tappeto di fiori. In uno degli ultimi consigli comunali lei mi attaccò pesantemente accusandomi di palese cinismo ed insensibilità per non aver risolto il problema di una fiscalità iniqua e vessatoria dei cittadini proprietari di terreni in zona C di espansione senza piano di lottizzazione.. Una cosa che secondo lei si sarebbe potuta fare in cinque minuti con uno strumento in deroga magari con una variante urbanistica. Bene non se ne dimentichi. Ma se quella strada fosse impraticabile, come io penso, dia subito mandato ai suoi uffici di predisporsi alla redazione del Piano Urbanistico Generale, perché l’intero territorio comunale deve essere riconfigurato in una visione nuova che non può più essere quella del PRG che era superato già quando fu approvato.

Si ricordi che, insieme all’assessore regionale Borracino, ha assunto l’impegno di far rientrare la nostra zona industriale nella Zona Economica Speciale. Si definisca cosa ne deve essere del secondo comparto del PIP visto l’esito che ha avuto la trattativa per l’insediamento del nuovo parco commerciale si è arenata e non certo per responsabilità dell’amministrazione comunale. Le ricordo che ha giustamente predicato il rilancio del settore primario. Prima però delle fantasie futuriste sulla bioagricoltura, sul Km 0, sulle nuove tecnologie o sul vecchio mercato ortofrutticolo, si ricordi che noi abbiamo un grande problema sospeso: la compatibilità ambientale delle nostre aziende di trasformazione, ove confliggono apertamente la necessità di salvaguardare la salubrità dei corsi superficiali dì acqua con la possibilità di mantenere almeno gli attuali livelli di produttività dell’azienda e garantire i livelli occupazionali e mi creda da questo groviglio è difficile districarsi perché spesso una telefonata non basta.

Si ricordi che bisogna assolutamente pretendere dalla regione la chiusura del ciclo dei rifiuti, che significa investimenti in impianti nel nostro territorio, significa cambiare la governance perché OGA e ARO hanno fallito e AGER annaspa, significa varare il nuovo piano regionale dei rifiuti, significa rimodulare capitolati e costi di gestione ecc… eccc.. ecc.. altro che termovalorizzatore. Si ricordi che il progetto di riconversione in PTA del nostro nosocomio è fermo a metà strada, che alcuni dei servizi vanno ciclicamente in emergenza, che la piattaforma ambulatoriale e il suo potenziale servizio al territorio è sottodimensionato, che l’ospedale di comunità viaggia a corrente alternata e che l’hospice è ancora sulla carta mentre la TC e la RM sono strumenti bonsai. Ricordo che abbiamo un gigantesco problema ambientale, che abbiamo tassi di morbilità e mortalità straordinari in gran parte legati all’inquinamento prodotto dal polo industriale di Brindisi e dalla centrale ENEL Federico II.

Le ricordo che abbiamo sospeso sul collo il contenzioso con le ferrovie,… che devono essere completate le infrastrutture viarie a carico della Provincia e dell’ ANAS, ..che abbiamo un grosso problema circa la manutenzione ordinaria del sistema idrografico superficiale che chiama in causa immediatamente la grossa vertenza ARNEO. Ecc. ecc…ecc.. E non voglio tediarvi oltre. Ebbene io credo che un sindaco si debba occupare soprattutto di queste grandi questioni strutturali senza naturalmente trascurare l’attenzione al quotidiano, al bisogno dei singoli cittadini, ma l’una cosa non può andare a discapito dell’altra. Molte di queste questioni sono state già incardinate verso possibili soluzione perciò Lei non si faccia prendere dalla fregola di buttare a mare il bambino con l’acqua sporca, di denigrare quello che di buono è stato fatto anche perché ne lei ha la piena responsabilità. Voglio infine fare i miei auguri agli assessori. Ho avuto con tutti loro fervidi rapporti di collaborazione ed ho pubblicamente espresso apprezzamento per il lavoro fatto. Ancora non mi spiego perché invece quasi tutti loro hanno sottoscritto, anche se non necessario, il documento di sfiducia nei miei confronti. Fa niente.

Naturalmente estendo gli auguri ai consulenti esterni nominati dal sindaco e ai consiglieri delegati che arriveranno. Anche di loro conosco la passione civile e le qualità professionali. Esprimo soltanto qualche preoccupazione.
La moltiplicazione e la frammentazione delle deleghe potrebbe portare ad un ingorgo istituzionale e ad un progressivo conflitto di competenze che in alcuni settori amministrativi si scaricherebbero direttamente sulle rispettive posizioni organizzative. Su ogni dirigente potrebbero convergere due, tre delegati del governo ognuno con la legittima aspirazione di veder accolte le proprie istanze, ognuno con le proprie priorità e con le proprie urgenze. Sarebbe un caos, a meno che non si stia pensando di ampliare la platea delle posizioni organizzative e fare l’esatto contrario di quanto invece ritenevamo necessario nella passata consigliatura con il rischio, già sperimentato, di ingolfare la macchina amministrativa e ricacciare indietro il tentativo, non compreso, di separare la funzione politica da quella amministrativa. La presenza di tanti delegati potrebbe comportare un inevitabile aumento della spesa giacchè tutti, per far bene, avranno bisogno di fare e di vedere i risultati del loro impegno e fare cose significa spendere più soldi. Dico questo con cognizione di causa perché per esempio nella passata consiglia tura la nomina del delegato al randagismo ci portò in dote un progetto innovativo per la cura e la tutela degli animali che mirava all’obiettivo “zero cani in canile”, ma ci comportò anche un incremento della spesa ordinaria annua di circa 30.000 euro ( in assestamento) soldi che sono andati quasi tutti in favore delle strutture private di accoglienza, mentre non mi risulta che siano aumentate le adozioni, gli affidi o i ricoveri volontari in strutture private residenziali mentre il canile è ancora sotto sequestro. Ma stavolta sono sicuro sarà tutta una altra storia

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