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Sciopero globale per il clima, studenti in piazza a Mesagne

da Cosimo Saracino
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Venerdì 23 settembre il comitato studentesco dell’Iiss “Ferdinando” di Mesagne, insieme agli studenti della redazione di emergenzaclimatica.it e Fridays for Future Mesagne partecipano allo sciopero globale per il clima indetto in tutte le città del mondo. Lo sciopero vuole coinvolgere tutti i giovani della provincia di Brindisi. Il corteo partirà alle ore 10.10 dal piazzale antistante il liceo di Mesagne in via Eschilo e attraverserà la città lungo via San Donaci per confluire alla villa, dove il Comune ha predisposto un palco per gli interventi.

Interverrà il sindaco del Comune di Mesagne, che in agosto ha deliberato la Dichiarazione di Emergenza Climatica del Comune. Si legge in un comunicato degli organizzatori: “Ci viene ripetuto che alla crisi climatica e ambientale ci pensano gli adulti, che noi dobbiamo pensare alla nostra istruzione, che non va tutto poi così male e che per queste cose possiamo aspettare. Oppure ci dicono che così non risolviamo nulla, ci dicono di andare a fare qualcosa di utile per l’ambiente al posto di passare pomeriggi nelle piazze a divertirci”.

Prosegue la nota: “La risposta è semplice: scioperiamo perché non abbiamo scelta. Stiamo lottando per il nostro futuro e per il futuro dei nostri figli. Scioperiamo perché c’è ancora tempo per cambiare, ma il tempo è essenziale. Prima agiamo, migliore sarà il nostro futuro condiviso. La crisi climatica è già qui! Lo abbiamo visto quest’estate con gli incendi, le ondate di caldo e la siccità, e poi tornado e le alluvioni. Ormai ogni pioggia diventa una catastrofe. Lo dicono gli scienziati da ormai 50 anni. Minore è l’aumento della temperature minori saranno le vittime di questa crisi. La Terra si sta già riscaldando. Nell’accordo di Parigi del 2015, i Paesi si sono impegnati a perseguire sforzi ambiziosi per limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto gli +1,5°C. Livelli più elevati di riscaldamento stanno causando ondate di calore peggiori, più siccità e inondazioni e un aumento del livello del mare, causando la distruzione della terra che abbiamo ereditato. Questi effetti avranno un impatto su tutti, ricchi e poveri, e saranno più devastanti per le persone più vulnerabili: i più poveri e i più giovani”.

Poi, la nota prosegue con uno sguardo sulla situazione locale: “E intanto, qui tra Brindisi e Mesagne c’è il paradosso assoluto: mentre dovremmo ‘decarbonizzare’ le industrie del territorio e ridurre le emissioni di CO2 del 55 per cento entro il 2030, il Governo dimissionario di Draghi va nella direzione opposta a Brindisi: ordina alla centrale a carbone di Enel di Cerano di andare al 100 per cento col carbone (ora va al 25 per cento e doveva chiudere tra due anni), alla raffineria Sfir di bruciare più olio di palma, autorizza un nuovo deposito a gas liquido di Edison a Costa Morena, autorizza un nuovo deposito benzina e diesel della Brundisium nel porto, abbiamo il più grande deposito di gpl di Ipem nel porto, poi è aumentato il metano che arriva col gasdotto Tap, che arriva a Matagiola, a pochi passi dalla nostra scuola. Ora dovrebbe arrivare a Mesagne anche il gasdotto Poseidon da Israele e vogliono costruire il nuovo megagasdotto Matagiola Massafra, che passerà a pochi chilometri dalla nostra scuola. Poi c’è il petrolchimico Eni con le sue emissioni e le altre aziende chimiche. La centrale a turbogas di EniPower, la centrale A2A di Brindisi Nord… E chissà quali altri progetti dannosi e ulteriore cemento arriveranno col Pnrr. A Mesagne e Brindisi le emissioni di CO2 aumenteranno del 55 per cento entro il 2030”.

Infine, concludono gli organizzatori: “E mentre il Governo taglia lo 0.50 per cento del pil per la scuola, finanzia al 2 per cento del pil le armi. La pace, secondo loro, si fa con le armi e la guerra. L’azione collettiva è l’unica risposta a questa crisi, scendere in piazza, fare disobbedienza civile: tutto serve per creare un’opinione pubblica sul tema e obbligare chi ne ha potere a risolverla. Siamo l’unica generazione che può fermare questa crisi”.

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