SANITA’ BRINDISINA: CONIUGARE PETIZIONI E VISIONE DI INSIEME IN UN DIBATTITO DENTRO E FUORI LE ISTITUZIONI POLITICHE

La recente vicenda della diffusione del Covid-19 anche nel nostro territorio, pur in forma più attenuata rispetto ad altre Province e  Regioni, ha ulteriormente aggravato la drammatica situazione sanitaria ed assistenziale: nuove urgenze si sono aggiunte alle liste d’attesa, peraltro sospese, alla sofferenza delle interminabili ore presso il Pronto Soccorso del “Perrino”, alla insufficienza e alle assenze di servizi assistenziali pur previsti, alle fughe negli ospedali e luoghi di cura del Nord, alla crescita di centri privati, convenzionati e non, di analisi e diagnostica.

Mentre il picco critico virale andava progressivamente a ridursi la ASL di Brindisi informava che, dopo più di venti anni di attesa, e a più di tre anni dall’avvio della riconversione del” San Camillo de Lellis” di Mesagne in PTA ( Presidio Territoriale di Assistenza), era stato affidato l’incarico per la realizzazione dell’Hospice, in tale Presidio , per le cure palliative dei malati terminali: e così finalmente anche la Provincia di Brindisi sarebbe stata dotata di una Unità di Degenza Territoriale che da tempo è presente nelle altre Province pugliesi.

Nello stesso tempo è stata avviata una raccolta di firme per la presentazione di una Petizione popolare al Presidente del Consiglio Regionale dottor Mario Loizzo per fare del PTA di Mesagne un Polo del vicino Presidio ospedaliero del “Perrino”. Si tratta di una proposta molto articolata che ha l’indubbio merito, da una parte, di dare voce a un grande disagio e a una diffusa richiesta di riconoscimento della dignità personale, soprattutto da parte dei ceti più disagiati e impoveriti, dall’altra di decongestionare e rendere più efficienti le Unità Operative e gli Ambulatori del “Perrino”, infine di riavviare un efficace servizio pubblico di prevenzione e allargare quello di cura.

Avvertiamo però un’urgenza improcrastinabile, per evitare facili illusioni e possibili cadute particolaristiche, tali da determinare “guerre tra poveri” addirittura all’interno della Provincia più abbandonata della Puglia, perché ci può essere sempre un Sud più a Sud: occorre che la politica si riappropri della grande questione sociosanitaria e assistenziale.

Ci rivolgiamo in modo particolare alle Forze politiche, ai Consigli Comunali, all’Associazionismo diffuso.

A loro chiediamo la promozione di una nuova mobilitazione politica di popolo a partire dalla consapevolezza di ciò che è successo in questi venti anni del nuovo secolo: una ripresa di vita democratica “quotidiana” che riparta dalla vita reale perché, liberandola dalla rassegnazione e dal torpore spesso mascherato, la restituisca alla responsabilità personale e ai “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Abbiamo bisogno tutti di fare i conti con l’arretramento complessivo nell’esercizio dei diritti sociali, a partire da quello alla salute, soprattutto nelle regioni meridionali.

Abbiamo bisogno di leggere e interpretare quello che è successo in un confronto pubblico, a partire dalla Riforma del Titolo quinto della Costituzione, dalla individuazione dei criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, dalla definizione dei LEA  ( livelli essenziali di assistenza) e della loro concreta fruizione anche con riferimento ai tempi di erogazionecon l’enorme divario, ad esempio, nel numero di posti convenzionati nelle Residenze Socio Sanitarie tra Nord e Sud, al Piano di Riordino Regionale della Puglia.

Neppure la più articolata e condivisibile proposta di ristrutturazione ospedaliera a servizio di un esteso territorio della Provincia può prescindere da un contesto più ampio in cui deve essere promossa e sviluppata, e non certamente per motivi di astratta e pregiudiziale compatibilità. Alcune domande, politiche, sono ineludibili: come si configura oggi il Sistema Sanitario Nazionale istituito con la legge 833 del 1978? verso quale direzione muove la politica sanitaria nazionale?  Quali sono gli obiettivi e i tempi di attuazione del Piano di riordino della Puglia? E se proposte di ristrutturazione contenute in una o più petizioni sottoscritte da tantissimi cittadini sono lontane da politiche e piani regionali, che fare?

Fortunato Sconosciuto
per il Movimento A Sinistra – Brindisi

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