Home Primo Piano Niente patrocinio per il Softair, la ‘guerra simulata’ non piace al Sindaco. Tu che ne pensi?

Niente patrocinio per il Softair, la ‘guerra simulata’ non piace al Sindaco. Tu che ne pensi?

da Cosimo Saracino
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“Sto subendo una vera e propria persecuzione. Mi sono stancato”. Sono le parole di Fabio Conserva, presidente dell’A. S. D. Work Team Softair che si lamenta per i continui controlli subiti sul terreno di sua proprietà in contrada Ferrizzuolo dove si pratica il ‘tiro tattico sportivo’.

“Solo lo scorso anno siamo stati raggiunti da ben 7 controlli da parte dei Carabinieri, Polizia, Comune, forestale ecc. Mai nessuno ha potuto fare niente perché il nostro è una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni e ci muoviamo sempre in rispetto delle leggi in materia”.

Il Softair è considerato uno sport estremo al pari ad esempio dell’alpinismo. Si può fare su terreni liberi con l’autorizzazione del proprietario. Per la pratica di tale attività vengono utilizzate delle riproduzioni di vere armi da fuoco da guerra, dette air soft gun (in acronimo ASG), e i partecipanti vestono un abbigliamento simile se non identico a quello in uso dalle varie forze armate dei paesi del mondo (mimetiche, polo, scarpe, ecc.).

“Ogni volta che ci incontriamo facciamo come da prassi una comunicazione alla Polizia di Stato e basta. La legge su questo gioco parla chiaro e noi la rispettiamo fino in fondo”. Ma a Palazzo dei Celestini sembrerebbe che non tutti apprezzano questa disciplina. Anzi. “Abbiamo presentato nei mesi scorsi una richiesta per avere il patrocinio gratuito e l’utilizzo dell’Auditorium in occasione di un Torneo Nazionale di Softair che siamo per organizzare il 22 Maggio a Mesagne. Movimenteremo circa 250 persone provenienti da ogni parte del Paese. In questi giorni è arrivata la risposta negativa da parte del Comune. Niente Patrocinio e niente Auditorium. Eppure lo scorso anno l’amministrazione aveva concesso il Castello per un’altra manifestazione simile organizzata da alcuni amici brindisini”.

Sul terreno in contrada Ferrizzuolo di proprietà di Fabio Conserva i soci del Work Team praticano la guerra simulata. “Avevo chiesto l’autorizzazione per costruire un’area deposito. Mi hanno concesso il permesso. Poi dall’ufficio urbanistica mi hanno fatto sapere che dovranno controllare il terreno per verificare se sono state fatte opere abusive. Ma le cose che aveva piantato mio padre sono tutte lì, non abbiamo cambiato niente. Vedremo che ci contesteranno”.

Cosimo Saracino

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