Continua lo studio di Muro Tenente, novità dai depositi del Castello di Mesagne

L’insediamento di Muro Tenente, sito tra Mesagne e Latiano e gestito da una fortunata collaborazione tra i due comuni, Soprintendenza e Libera università di Amsterdam, ci ha sempre abituato ad estati caratterizzate da importanti ritrovamenti. Mentre le amministrazioni comunali di Mesagne e Latiano, d’intesa con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, sono impegnati a definire un piano di accessibilità per garantire una corretta e sicura fruibilità del complesso archeologico di Muro Tenente, la ricerca continua. Aspettando la prossima campagna di scavi che si terrà il prossimo mese di luglio, diretta dalla Libera Università di Amsterdam con la partecipazione di studenti olandesi, locali e dell’università di Bari, i più interessanti risultati potrebbero arrivare dai depositi archeologici del Castello di Mesagne.

È proprio qui infatti che, in seguito alla riorganizzazione delle soprintendenze, dal 2017 sono conservati i reperti rinvenuti durante i quasi trentennali scavi del sito. Questo ha permesso, di poter iniziare a studiare in maniera più approfondita i segreti di questo importante sito messapico, coinvolgendo anche altre università italiane e straniere. Ed è proprio per questo che in questi giorni sono presenti a Mesagne la professoressa Canan Cakirlar e la studentessa Yannic Rabou dell’università di Groningen (Paesi Bassi) che stanno studiando i segreti dell’altare rinvenuto nel 2017 nei pressi del santuario messapico di Muro Tenente, ed ancora oggetto di indagini. Lo studio di questo importante monumento, che trova pochi paralleli nel Salento, a parte forse quello rinvenuto a Castro, è infatti fondamentale per capire la vita e la cultura delle popolazioni che hanno vissuto in quest’area prima dell’arrivo dei romani.

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