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Mesagne e le sue rare e delicate lucciole

Luci nelle serate rurali

da Cosimo Saracino
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(di Stefano Bello*) – Il sole è ormai dietro l’orizzonte, i dorati campi di grano salutano gli ultimi raggi mentre sembrano contare i giorni che mancano per la mietitura, i colori vivaci degli incolti lentamente si spengono per essere abbracciati dal buio che lentamente cala su di essi, la quiete inizia ad animarsi con i versi delle creature notturne. Potrebbe essere una notte di inizio estate come tante altre della campagna mesagnese e invece può capitare che, nelle contrade più sperdute ed isolate, si riveli dinanzi agli occhi dell’escursionista curioso un fenomeno insolito al quale un salentino non è più abituato: lentamente si accendono nell’erba delle strane luci verdi, non sono Starlights o altre luci artificiali, ma naturali, l’affascinante bioluminescenza delle lucciole!

Quest’oggi ho scelto di parlarvi di un argomento assai delicato, tanto quanto le protagoniste: Lampyris noctiluca, questo è il nome scientifico di questa specie di insetto dalla particolare capacità di produrre luce attraverso una reazione chimica di ossidazione catalizzata della luciferina che avviene in alcuni segmenti del suo corpo, questo tipo di fenomeno è detto bioluminescenza ed è un’esclusiva di alcune specie animali che la utilizzano per gli scopi più disparati.

Osservo da un po’ di anni questo fenomeno nella nostra Mesagne ed ogni anno attendo questo appuntamento con delle brevi passeggiate al crepuscolo, infatti è possibile osservarle solo dalle 20:30 alle 22:30, e solamente dall’ultima settimana di maggio fino alla fine di giugno circa se si è fortunati, perchè solitamente le lucciole non amano il vento ma le serate tranquille e soprattutto c’è da mettere in conto un dato triste, le lucciole sono in declino. Come già anticipato le lucciole emettono luce e in questa specie in particolare sono le femmine che, prive di ali, si muovono lentissime sul terreno con una bella luce verde e fissa che serve per richiamare i maschi, i quali volano emettendo una luce intermittente difficilmente visibile.

Oggi è assai raro osservarle e quando anni fa mi è capitato per la prima volta quasi non credevo ai miei occhi, ma poi parlando con persone più anziane che hanno vissuto le nostre campagne in tempi lontani ho capito che erano molto più diffuse, molti mi hanno raccontato con profonda nostalgia il ricordo dei campi ricchi di queste lucine magiche. Perchè allora stanno scomparendo? Le cause sono molteplici, ma i nemici principali delle lucciole sono l’uso intensivo di pesticidi in agricoltura e l’inquinamento luminoso.

Dovete sapere che l’habitat preferito da Lampyris noctiluca sono i campi incolti, sempre quelli lasciati alla vegetazione spontanea che noi ingiustamente chiamiamo “erbacce”, lì vivono le chiocciole che sono la fonte nutritiva di questi insetti, infatti dietro l’aspetto romantico delle lucine si nascondono dei formidabili predatori! Il problema è che non solo devono sopravvivere agli incendi e ad altre opere di “pulizia”, ma il guaio più pesante deriva dall’uso dei diserbanti e dai veleni, in particolare gli “antilumache”, considerate che le chiocciole in quanto molluschi sono degli accumulatori di inquinanti, dai metalli pesanti agli insetticidi, quindi il prezzo più devastante lo pagano le lucciole che se ne nutrono.

Altro problema serio riguarda l’inquinamento luminoso, lo stesso che ci impedisce di ammirare il cielo stellato nelle notti d’estate, ma per le lucciole non è solo una questione di capacità di osservazione dell’occhio umano ma un vero disturbo per l’animale, infatti le femmine se esposte alla luce artificiale si “spengono” e i maschi non riescono a vederle, oltre ad essere disorientati dalla luce stessa che li induce a morire stremati mentre cozzano inutilmente contro lampioni e lampade. Niente incontro tra i sessi, niente riproduzione, quindi la popolazione scompare, ed è scomparsa così man mano che si sono espansi i centri abitati e le zone residenziali in campagna con l’illuminazione stradale e quella delle villette, poi i vari pesticidi ci hanno messo il resto.

Piccola nota, nel 2020, dopo il primo lockdown ho notato un consistente incremento nel numero di questi insetti, infatti la migliore qualità dell’aria e una minore frequentazione dei campi aveva concesso una tregua a questa fantastica specie. E’ triste però pensare che sia dovuto servire un freno obbligatorio alle nostre attività per non pesare sull’ambiente invece che un po’ di coscienza generale.

Cosa possiamo fare noi per tutelare questa meraviglia affinché anche i nostri figli possano vederle in futuro? Innanzitutto limitiamo il più possibile l’uso di insetticidi ma anche dell’illuminazione nelle aree lontane dalle città, torniamo a guardare le stelle, che avere la luce sempre e ovunque non ci rende più sicuri, e a dirla tutta un pò di risparmio energetico non ci farebbe male. Non si tratta di tornare indietro con lampade ad olio e candele, ma un utilizzo più consapevole delle risorse è l’unica strada per convivere al meglio con il pianeta e preservare anche la nostra di esistenza.

Ah, quasi dimenticavo… ora non starete mica pensando di andare in cerca di lucciole da mettere nel barattolo ed emulare le scene romantiche dei film, vero? Certe cose lasciatele alle pellicole hollywoodiane, le lucciole sono delicate e se non siete esperti possono morire già solo prendendole in mano e comunque non si “accendono” mai in una condizione di stress come quella di un barattolo. Piuttosto camminate tanto all’imbrunire e se volete conoscerle meglio affidatevi ad una guida esperta e seria che vi inviterà a camminare in punta di piedi rispettando la natura selvatica del nostro territorio.

Fotografia e testo di Stefano Bello – *Educatore Ambientale e Guida Escursionistica – Autore di “Messapia Selvatica, scrigni di storia e biodiversità”
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