Lettera dei volontari ANPAV

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Nando Fasano volontario ANPAV: “Sono qui per raccontare due spiacevoli episodi accaduti oggi: uno a Mesagne e l’altro a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi in Puglia. A Mesagne stamattina è stato ritrovato un randagio che giaceva moribondo in una campagna, molto probabilmente investito e lasciato lì agonizzante da qualche bastardo. Intervenuti i vigili a seguito di segnalazione siamo stati avvisati anche noi dell’ANPAV che dopo autorizzazione non ci abbiamo pensato due volte per soccorrerlo e farlo ricoverare immediatamente in clinica. Le condizioni sono serie ma la speranza è che possa salvarsi. Per questo voglio ringraziare in prima persona il nostro sindaco sensibile a queste creature sfortunate ed i vigili urbani che celermente si sono attivati subito dopo aver ricevuto la segnalazione.
Situazione invece totalmente negativa nel comune di Ceglie. Sempre oggi è stato ritrovato un cane randagio morto avvelenato in contrada FRUTTO che era accudito insieme ad altri cani da alcune volontarie. Ci siamo attivati per richiedere l’intervento di sopralluogo da parte delle autorità competenti in quanto è nostra intenzione sporgere una denuncia contro ignoti, autorità che puntualmente come succede da mesi e mesi latitano completamente scaricandosi a vicenda le competenze dell’intervento. Prima i vigili urbani che ci hanno detto di chiamare i carabinieri forestali, poi questi di chiamare i carabinieri i quali ci rispondono addirittura di rivolgerci al sindaco, sindaco che tra l’altro a Ceglie non esiste in quanto commissariata.
È mai possibile che le autorità per questo covid 19 sono brave a fare solo multe a destra e a sinistra e non pensano invece che mentre questo virus a breve sparirà, il problema della piaga del randagismo con le sue innumerevoli problematiche, se non si interviene seriamente, rimarrà a vita?
Come possiamo noi volontari collaborare con loro se loro stessi sono i primi a metterci sempre le porte chiuse in faccia? La situazione a Ceglie è davvero qualcosa di deplorevole, covid o non covid i vigili non sono mai intervenuti alle nostre chiamate giustificandosi ogni volta con le più disparate motivazioni.
Quindi per voi è giusto che questi malati mentali che fanno queste cose schifose debbano rimanere impuniti? E se domani dovessimo malauguratamente trovare altri cani morti poi noi chi dobbiamo denunciare?
Comunque resta il fatto che quella povera creatura giace morta ancora lì a causa dell insensibilità totale di coloro che per legge invece dovrebbero intervenire e tutelare queste anime.
Io personalmente ho 50 anni e sono 30 anni che vivo nel mondo del volontariato e insieme agli altri volontari siamo stanchi di vederci sbattere le porte in faccia dalle istituzioni, stanchi di operare per cose che competono loro, stanchi di essere ignorati. Questo nostro urlo e sfogo è fatto proprio perché noi siamo gli unici a dar loro voce, gli unici loro difensori.
Concludo dicendo a tutti che se queste povere anime non verranno lasciate in pace noi umani non prenderemo mai pace su questa terra”. I volontari ANPAV

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