L’Estate sta finendo – di Pompeo Molfetta

E’ possibile che quest’anno ci sia stato un aumento di presenze turistiche nella nostra città durante l’estate a confermare un trend di crescita che si va ormai strutturando da anni e che rimarca, semmai ce ne fosse bisogno, che il turismo può diventare un vettore importante di sviluppo oltre che di crescita culturale per la nostra comunità. Le ragioni sono note e ampiamente dibattute :

1) il valore intrinseco del nostro Centro Storico legato non solo alla bellezza dei suoi beni monumentali ma alla sua struttura urbana  che nel suo insieme rende le vie, le corti e le piazze  quinte teatrali naturali per lo spettacolo delle notti d’estate

2)  L’intraprendenza di una ormai nutrita pattuglia di giovani imprenditori che hanno scommesso sull’enogastronomia e sull’accoglienza e che hanno messo su un sistema integrato e diversificato che si va sempre più affermando nel contesto territoriale

3) Il sostegno pubblico  ai processi di recupero e valorizzazione di questo particolare contesto urbano e l’allestimento del cartellone di eventi dell’Estate-Mesagnese. Il cartellone, in particolare, ha mantenuto l’impianto degli ultimi anni, molto popolare, in ossequio ad un indirizzo politico consolidato che è quello di offrire  ogni sera un evento di intrattenimento. Anzi quest’anno, pur in tempi di programmazione più ristretti e di vacche magre, il programma è stato più ricco del solito (per la precisione di 50.000 euro). Uno sforzo economico ed organizzativo lodevole tutto spostato sul  nobile intento di guadagnare il  maggiore flusso di persone possibili nelle sere d’estate, anche se, talvolta la rincorsa al pop rischia di far scivolare nel trasch e nel pacchiainismo.

Tutto questo ambaradan, con i suoi pregi ed i suoi difetti, va ascritto in larga parte ai governi precedenti, alla città  nel suo insieme oltre che al governo appena insediato. Naturalmente questa crescita esponenziale dei flussi turistici si tira dietro una serie di criticità che tendono ad aumentare e a complicarsi reciprocamente, poiché in questo spazio urbano angusto e fragile, debbono coesistere funzioni diverse e talvolta contrastanti che mettono a dura prova l’esercizio delle legittime aspirazione e dei diritti di tutti: dei residenti, dei commercianti, dei turisti e dei mesagnesi in generale.

Anche quest’anno abbiamo sperimentato,  un certo caos nella gestione della viabilità e della sosta che hanno costretto ad avviare estemporanee ordinanze contingibili e urgenti per niente risolutive. Inefficienze si sono registrate nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con provvedimenti tamponi che hanno lasciato comunque sacche resistenti di sporcizia oltre che di inciviltà. Una certa qual  confusione si è registrata nella occupazione del suolo pubblico (sempre generosamente fuori controllo)  che ha spesso oltraggiato l’incanto del palcoscenico. Abbiamo avuto qualche problema  di ordine pubblico e di controllo del territorio, non eccellenti gli interventi pubblici e privati di decoro urbano, scadente l’informazione turistica. Infine abbiamo dovuto sopportare l’inevitabile e straordinario ingombro di “chianche” e laterizi per i  lavori in corso di AQP.

Ciononostante il mio  giudizio resta complessivamente positivo che deve incoraggiare a fare di più e  meglio. Per il futuro però bisognerà uscire dalla logica degli interventi estemporanei e avviare una programmazione che guardi sia all’anno che verrà sia ai prossimi dieci-venti anni. Questo lo si potrebbe fare, secondo me, viaggiando su due binari paralleli e convergenti che traguardino entrambe le prospettive attraverso:

–         la costituzione di un comitato permanente di rappresentanza delle categorie sociali che vivono, lavorano ed operano nel centro storico per predisporre, insieme a loro, un pacchetto di misure condivise per migliorare la vivibilità complessiva ( viabilità e sosta  specie dei residenti, smaltimento rifiuti, organizzazione degli eventi di spettacolo, carico e scarico merci, orari di apertura dei pubblici esercizi e degli eventi collegati, ecc.)

–         la elaborazione di un Piano Particolareggiato che superi le caratteristiche del vecchio Piano di Recupero e investa, oltre che sui temi legati all’urbanistica, all’edilizia pubblica e privata, ai beni monumentale anche sui temi delle infrastrutture, della viabilità e dello sviluppo turistico –culturale- enogastronomia da affidarsi ad un pool di esperti e da recepire nel prossimo PUG.

Questa in breve la sintetica analisi e la nostra proposta. Ci piacerebbe finire con un refrain musical nostalgico che più che altro vuol essere un auspicio ” L’Estate sta finendo – tra una anno tornerà – Io mi stò  preparando – E’ questa la novità !!!”

 

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1 Comment

  • Mesagnese , 10 Settembre 2019 @ 4:35

    Ma cosa vuol dire tutto questo ambaradan, con i suoi pregi e i suoi difetti, va ascritto in larga parte ai governi precedenti?!

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