La solitudine del quartiere Grutti – di Carlo Ferraro

Nella seduta della prima commissione del 21 maggio scorso ho avuto modo di presentare le proposte del Movimento 5 Stelle in relazione al nuovo Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana (il documento è visionabile sulla mia pagina Facebook). Tra queste, oltre alla proposta di dotare di uno spazio esterno al convento dei Cappuccini, per poterne permettere un futuro sviluppo in attività esterne al complesso, e la proposta di un area aggiuntiva da destinare a servizi nel rione Paisiello, che va dall’asilo alle abitazioni popolari, ho riproposto l’idea, avanzata durante l’ultima campagna elettorale, di un sottopasso ferroviario che, andando dal piazzale San Michele Arcangelo , passando per l’attuale campetto dismesso del convento dei Carmelitani, sbucasse nell’area retrostante al sedime della ferrovia, nel cuore del quartiere Grutti; un intervento forte che ha suscitato qualche obiezione.
La prima è quella del rischio di ritrovamenti archeologici relativi ad un probabile cimitero del convento. Ritengo poco probabile questa ipotesi in quanto l’area dell’attuale convento fu donata dalla comunità mesagnese ai Padri Carmelitani nel 1700; ma anche se dovesse esserci tale cimitero, lo scavo del sottopasso ferroviario previsto non coinvolgerebbe l’area del campetto, ma per la gran parte la zona competente alle FF.SS. Parliamo di una rampa lunga 50 metri che scende di 5 metri per passare sotto i binari; quindi con una pendenza del 10 per cento. L’altra obiezione era relativa al fatto che tale soluzione stradale non interessasse il Documento Programmatico ma solo la sicurezza dei cittadini in relazione alla presenza ed attraversamento pedonale dei binari. In realtà ritengo importante che in questa fase si possa inserire nelle aree della rigenerazione urbana proprio l’area del campetto dismesso, onde poter avviare, nel caso l’amministrazione volesse adottare questa soluzione per risolvere l’isolamento del quartiere Grutti, una procedura d’esproprio.

La relativa freddezza con cui è stata accolta questa proposta in commissione è rimasta senza spiegazioni fino a ieri, quando su un giornale online è apparso il progetto per il quartiere Grutti commissionato dal comune, di cui non si è fatto cenno alcuno nella commissione.

Di questo progetto, presentato con poche immagini “impressionistiche”, nel senso di impressionare il volgo, non credo se ne possa discutere finché non ne vedremo le relative planimetrie, ma almeno due cose si possono rimarcare fin da subito: la prima è che dai disegni presentati, ancorchè ricchi di attrezzature e di verde, non risulta che sia affrontato il problema del superamento della barriera fisica rappresentata dalla presenza dei binari della ferrovia, e che è in fondo il vero problema del quartiere.
La seconda è relativa alla cosiddetta “partecipazione” dei cittadini, tanto raccomandata nel Documento di Rigenerazione Urbana, e qui clamorosamente smentito, visto che il progetto è calato dall’alto, e non condiviso con i cittadini. (E men che meno con i componenti della prima commissione).
In realtà, come ho avuto modo di argomentare in commissione, il carattere e la natura delle diverse zone incluse nel Piano di Rigenerazione Urbana, di cui alcune prive di qualsiasi “vocazione”, possono essere determinate proprio dall’ascolto e dalla partecipazione dei cittadini, con le loro esigenze concrete.
Ma credo che ci saranno i tempi ed i modi per approfondire queste questioni, se l’amministrazione comunale si disporrà ad un serio ascolto dei cittadini, e ad una reale loro partecipazione.

Carlo Ferraro
consigliere comunale Movimento 5 Stelle

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