La liberazione – di Pier Luigi Lopalco

L’assessore alla sanità prof. Pier Luigi Lopalco

Il simbolo del 25 aprile è forte ed il parallelismo con la liberazione da un nemico terribile come la pandemia è fin troppo banale.

Ma una considerazione su cosa significhi liberarci dalla pandemia credo sia doveroso, perché ho come l’impressione se ne stia discutendo poco.

Quando potremo dire che la pandemia è finita? Quando i contagi saranno 0? Quando nessuno morirà per SARS-CoV-2 (o CON SARS-CoV-2)? Quando le terapie intensive saranno vuote?

Queste domande non sono affatto banali, perché dalla definizione di questi obiettivi scaturirà la strategia di mitigazione e contenimento dell’ultima fase pandemica.

La liberazione dalle mascherine, grazie alla vaccinazione, credo sia vicina: sia CDC che ECDC hanno stabilito che un incontro al chiuso fra persone vaccinate o anche in presenza di una persona non vaccinata che non abbia condizioni di rischio particolari può avvenire senza mascherine.

Ma in questo modo, qualcuno obietterebbe, il virus continuerebbe a circolare. Appunto, è qui il busillis. La campagna vaccinale non ha come obiettivo la eliminazione del virus. Ma il controllo della diffusione pandemica. Questo sarebbe bene definirlo nei documenti ufficiali (insieme al target di copertura che ancora nessuno ha stabilito…)

Un’ondata pandemica si avvia quando esiste una quota di popolazione molto elevata che sia TOTALMENTE suscettibile all’infezione e quindi genera una quantità di casi gravi elevatissima bloccando sistemi sanitari ed attività economiche e sociali. Man mano che la popolazione si immunizza, le ondate si affievoliscono fino a che il virus diventa endemico, magari con dei rigurgiti epidemici stagionali. Questo è quanto è avvenuto nel corso dei millenni con moltissimi virus respiratori (inclusi altri coronavirus).

SARS-CoV-2 sarà eliminato? Dubito. Anzi, questo non mi preoccupa. Importante è che non crei più ondate pandemiche.

La prossima estate sarà per l’Europa (e tutto l’emisfero settentrionale) un test importante. Se riusciremo a mettere in sicurezza la popolazione fragile, la circolazione residua del virus non solo sarà accettabile, ma potrebbe persino essere benefica a sostenere una serie di booster (richiami) naturali fra i vaccinati, aiutando l’instaurarsi dell’immunità di popolazione.

L’effetto della circolazione del virus in popolazioni vaccinate, anche se fragilissime, lo abbiamo già sperimentato. Negli ultimi mesi il virus è entrato in diverse RSA dove gli ospiti, tutti fragilissimi, erano vaccinati: si sono contagiati in molti, ma nessuno in forma grave. L’immunità di gregge ha funzionato, anche se il virus ha continuato a trasmettersi. Espandendo il concetto alla popolazione generale, capiamo come il virus possa continuare a circolare in maniera endemica senza fare danni, a patto che la popolazione sia almeno parzialmente immunizzata.

Possiamo dunque pensare ad un’estate senza mascherine? Mi auguro di si. Sarebbe un nuovo 25 Aprile.


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