Home Dal Territorio La guerra delle carte che porta al deserto industriale ed economico di Brindisi

La guerra delle carte che porta al deserto industriale ed economico di Brindisi

da Cosimo Saracino
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Il ricorso al Tar del Comune di Brindisi contro l’Autorizzazione Ministeriale al deposito proposto da Edison e la conferenza stampa tenuta ieri (2 novembre) dal sindaco Riccardo Rossi confermano ancora una volta la visione di profondo pre-giudizio da parte della attuale Amministrazione Locale nei confronti del settore industriale e di ogni tentativo di sviluppo dell’indotto che l’Industria porta con sé.

È una storia vecchia decenni che danneggia la città e l’economia di tutto il territorio per favorire solo e soltanto il successo politico individuale di chi si intesta tali battaglie ambientaliste. È avvenuto con il Sindaco Rossi e ci auguriamo che non accada nuovamente nelle prossime consultazioni di primavera, magari con altri “paladini del giusto”. Brindisi, le sue enormi potenzialità ed il suo prezioso Sistema Industriale hanno bisogno di uomini e competenze capaci di valorizzare il buono e le opportunità che l’Industria rappresenta senza mai dimenticare la Transizione Ecologica, tema cardine del nostro ultimo Congresso Territoriale. Industria ed altre prospettive di cui la città è portatrice – o vorrà darsi in futuro – possono pienamente co-esistere: non c’è incompatibilità tra Industria ed altri settori, semmai integrazione virtuosa.

Per queste ragioni ci rammarica assistere ad una battaglia di carte bollate – quella sull’Autorizzazione al deposito Edison – che nulla ha a che vedere con la visione del territorio nel futuro. Sembra piuttosto l’unica arma possibile per chi, dopo aver detto di No a tutti i nuovi investimenti, non ha altra proposta da offrire se non posizioni ideologiche come «lo sviluppo di questa città non passa dai depositi», come emerso nel corso della conferenza stampa.

Identico discorso per gli altri temi affrontati da Rossi. Per Cerano, per cui viene rispolverato il motto del “No al carbone” ignorando che sia in corso una guerra energetica internazionale nella quale la Centrale di Brindisi, a combustibile fossile ma “in Transizione”, sia più che mai strategica ed essenziale per il Sistema Paese; lo dice Terna, non solo la Uiltec. O ancora: la positiva notizia della prossima installazione di nuove centraline di monitoraggio ambientale nel Petrolchimico, strumenti utilissimi, come Uiltec ha più volte sottolineato, innanzitutto all’Azienda ed alle maestranze li impiegate. Per questo sui vari Tavoli abbiamo sempre avuto un atteggiamento di dialogo e non di scontro con quelle Aziende – Versalis ed Enipower fra tutte – che hanno già posto in essere investimenti per migliorie ambientali e sono favorevoli a realizzarne di ulteriori.

Per noi della Uiltec la presenza industriale a Brindisi è una realtà da difendere e di cui favorirne lo sviluppo, nel pieno rispetto dell’ambiente e della epocale Transizione Ecologica in atto. Crediamo che questo sia l’unico modo per tutelare posti di lavoro e diritti dei lavoratori assieme all’economia reale che restituiscono a tutti gli altri settori economici del territorio. Per il sindaco Rossi ed i suoi sodali, invece, l’industria rappresenta solo il passato di Brindisi ed è da abbattere quanto prima e con ogni strumento possibile per lasciare spazio ad un mondo «più libero e felice» (?) nel quale non si comprende ancora come si dovrà sussistere economicamente.

Nel mezzo il destino di centinaia di famiglie e giovani professionalità che guardano inermi i propri destini sul filo delle carte bollate. Per ognuno di loro la Uiltec proseguirà la battaglia contro questa visione miope della città e del territorio ed a favore di ogni iniziativa e proposta di investimento capace di rispettare e far crescere Brindisi.

Brindisi, 3 novembre 2022 Uiltec Brindisi

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