Il gas dall’Azerbaigian è arrivato a Mesagne, Amati: “Abbiamo perso un’occasione”

Da domenica scorsa, 15 novembre, il gas dall’Azerbaigian è arrivato in contrada Gonella, zona Restinco, fra Mesagne e Brindisi. Da questo posto così vicino alla nostra città il gas entra nella rete nazionale. Per arrivare a Mesagne il gas ha attraversato il Caucaso e i Balcani per arrivare in località Masseria del Capitano, comune di Melendugno, provincia di Lecce. da Melendugno alla Gonella i lavori dalla Tap hanno lasciato una cicatrice dello scavo lungo 65 chilometri nelle campagne con tanti olivi infetti dalla xylella.

“I lavori non sono finiti – si legge in un articolo del Sole24ore di ieri-. È finita la parte industriale, cioè la posa del tubo e gli impianti che servono a regolare il flusso del metano. Non è finita invece la parte esterna, quella visibile. Betoniere e ruspe stanno ripristinando i terreni, si acconciano i muretti a secco tradizionali, si rassettano gli attraversamenti delle strade e dei fossi. La ferita dello scavo per decine di chilometri fra Melendugno e Brindisi è ancora aperta, la terra rossa è nuda e deve ricrescervi sopra l’erba, mentre si ripiantano a uno a uno gli olivi che vi erano stati spostati.  Ogni olivo, sono migliaia, ha una targhetta con un codice a barre che dice il punto esatto georefereziato e anche il lato di orientamento al sole. In mezzo a un deserto di milioni di olivi disseccati dal batterio della xylella, questi olivi che per alcuni anni soni stati conservati sotto teli di protezione sono i soli sfuggiti al contagio, verdi e rigogliosi in un panorama di oliveti massacrati dalla malattia”.

In questi anni il Comitato No Tap e il Movimento No Tap hanno osteggiato il progetto ma pur in presenza di diversi processi l’opera è stata conclusa. Ieri il consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati ha messo in evidenza questa contraddizione dichiarando che è stato un “peccato non aver capito e sfruttato l’occasione”.

Amati ha scritto: “Il gasdotto Tap-Snam rende la Puglia sempre più porta europea per l’energia verde; sono però molto rammaricato per l’incapacità che abbiamo mostrato nel capirlo e nell’approfittarne a tempo debito, dialogando con il governo nazionale e le società investitrici, per ottenere investimenti molto più corposi sul territorio e proporzionati al rango – appunto – di porta energetica europea. Questa è purtroppo la fine che si fa quando la tutela ambientale non consiste in rimedi tecnici accordati con la prova scientifica, per ridurre gli impatti del progresso, ma in improprio surrogato di ideologie o teorie economiche rivelatesi già ampiamente fallimentari”.

“Viviamo una contraddizione da fare spavento. Mentre nel mondo economico la Puglia sta diventando uno snodo importante per l’approvvigionamento energetico, nel mondo politico non si riesce nemmeno ad avviare una discussione tra amministratori locali per ottenere minimi investimenti di compensazione, resi disponibili peraltro a opera già finita e quindi in un tempo non idoneo a rivendicare alcunché o a ostacolare l’opera.

Abbiamo avuto per le mani un potere negoziale enorme e però allegramente dissipato, perché impegnati a rincorrere convenienze politiche meno che condominiali, altro che territoriali, senza accorgerci che nel frattempo della nostra regione si parlava – come porta energetica verde dell’Europa – alla Casa Bianca negli incontri ufficiali tra capi di Stato.

Con una politica più incentrata sul nuovo mondo green da costruire e non sulle suggestioni di fallite ideologie, avremmo dunque potuto accendere i fari dell’attenzione mondiale sulla nostra regione, ampliando la domanda di investimenti di compensazione per superare divari e disuguaglianze economico-produttive da fare spavento. La Puglia di oggi, infatti, si presenta a macchia di leopardo, con aree che in qualche modo si sono proiettate negli investimenti di alta qualità e quantità produttiva e aree soggiogate da ideologie decrescitiste o polemismo professionale in grado di condannare alle più profonde disuguaglianze la sorte di migliaia di cittadini.

Ecco perché sto insistendo senza alcun freno o remora su uno scatto d’orgoglio delle istituzioni locali, nel richiedere almeno quel poco di investimenti promessi al fine di ottenere un ritorno concreto ma anche per far comprendere la perdita di chance subita e la necessità di cambiare approcci e modo di fare. E tutto ciò perché la politica non è un gioco di società, ma un’attività in cui si dovrebbe impedire di perdere per gioco le speranze della società”.

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3 Comments

  • Cosimo Quaranta , 17 Novembre 2020 @ 17:17

    Questo è certamente il momento in cui si dicono un mare di fesserie. E Amati è uno di quelli che all’ occasione le fesserie le spara e grosse pure. Come queste appunto. Al terminale di Mataggiola tra Brindisi e Mesagne tutto ancora è aperto, i lavori continuano alla grande e, notizia delle notizie, non c’è ancora in calendario il tubbone che dovrà portare il “famoso” gas azero in nord Italia e in Europa. La domanda nasce spontanea all’ indirizzo di quei tanti benpensanti che si bevono le frottole di TAP e dei suoi accoliti. Come caspiterina fanno a dire che nel gasdotto c’è già il gas e che è già disponibile al commercio senza tutto il resto delle infrastrutture??? Siamo nella situazione in cui volessimo mettere 2 litri di acqua in un recipiente che ne contiene un litro. A meno che TAP stia facendo propaganda mediatica per rassicurare gli investitori e le banche europee al fine di accaparrarsi i soldini prima che qualcosa gli vada storto e ne approfitta, visto che si trova, per alleggerire la sua posizione nel processo che si svolgerà a breve che la vede imputata per le gravi violazioni ambientali e le palesi forzature procedurali commesse nella realizzazione dei cantieri a Melendugno e non solo. E c’è qualche bravo servo, il c.d. “utile idiota”, (per usare un elegante eufemismo) come Amati che si presta al giochino e per far vedere che lui è quello che intraprende per mera facciata lancia la “battaglia” per i c.d. ristori e/o compensazioni che altri non hanno mai fatto. Gli perdoniamo il fatto che è nu poco scurdatizio… Ma lui arriva con una tempestività impressionante quando i vertici di TAP sono sotto processo per le gravi violazioni ambientali delle quali si sono resi responsabili. Amati certamente saprà che la Regione Puglia, di cui lui è consigliere, si è pure costituita parte civile in quel processo che dovrà essere confermata nella prossima udienza che sarà a breve, salvo covid. Evidentemente per Amati la legalità è un optional dal momento in cui è un politico di lungo corso e consigliere regionale. E Amati saprà delle numerose inchieste della stampa internazionale che hanno dimostrato il grosso giro di corruzione internazionale che c’è dietro a questa opera palesemente inutile per l’Italia e per l’ Europa. https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fnumero6.org%2Feconomia%2Fil-tap-ed-il-riciclaggio-di-denaro%2F%3Ffbclid%3DIwAR0tYzw8LXfAA-taws1Iydez7–RLX-K3CQ67VbY_ZP8Q1iBdLBimSJUREg&h=AT0ZMM9KkzzAJ-jQ40Qa6WT5CPA4Yin3RFr2IHZk0oJ0QMxpEKLXiLzEpbmOWpA3rvbKzAwEYCAyoJQFPrR45B6KBZJGKpiX3A0n3TREfsWi1quDVS7_UzJ3UWUe2_IyB2rd&__tn__=R%5D-R&c%5B0%5D=AT3o6cpOWDGvJ6uPLI2xpUEXPeD58RBgMuxATdgdKXtoc9sT6ORaTVa50vPUF5lub1VOi9lV2giBZ3QcxQRuS9nn0aaIsLsX9d_TR1UaIZnvdw4KSvzHcOkXNqJ0CEJIKf8skha7pp1GinpkPe2U6RtqjwZwxAe4jIsxoT5kUgxQtg8
    Amati saprà che ci sono interessanti inchieste giudiziarie internazionali che stanno facendo luce sui loschi giri di affari che ci sono attorno. Ma è una maldestra iniziativa individuale di Amati per darsi visibilità o Amati è adesso funzionale agli interessi di TAP e della sua ghenga? Il dubbio che sorge spontaneo è legittimo. Peccato che tante testate giornalistiche locali lo stiano seguendo come stanno seguendo le fandonie di TAP. Qui Mesagne se la poteva pure sparagnare di dare sta notizia ma perdoniamo per il dovere di cronaca che va fatto salvo in ogni caso. E poi… ma Amati dove si era ficcato agli inizi della faccenda TAP? Eppure lui era sempre al consiglio regionale! E mo stu Amati spunta comu nu fungiu… e la cosa deve far riflettere, anche i mesagnesi visto che si è affacciato da un bel po’ anche da queste parti per chissà quali reconditi interessi. Ci auguriamo solo che il nostro sindaco non cada nella trappola tesa sapientemente in puro stile… “scangiargientescu” come è lo stile di Fabiano Amati, almeno quello usato in questo caso.

  • Cosimo Quaranta , 17 Novembre 2020 @ 18:08

    Qui Mesagne se la poteva pure “sparagnare” la pubblicazione delle fandonie di Fabiano Amati.
    Peccato che in tanti, i più ignoranti, possono cadere nella trappola.
    Speriamo solamente che il nostro sindaco non si presti al gioco perverso di Amati, funzionale solo ad alleggerire la posizione di TAP e dei suoi accoliti che sono a processo per le gravi violazioni ambientali e per le palesi forzature procedurali durante i lavori del gasdotto a Melendugno e non solo.
    In questo processo che vede imputati i vertici di TAP la Regione Puglia, di cui Amati è consigliere regionale, si è costituita parte civile e lo stesso amati dovrebbe saperlo.
    In ogni caso al momento non esiste nessuna infrastruttura che possa portare il gas azero in nord Italia e in Europa.
    Questo dovrebbe bastare per far capire che per TAP il problema è molto serio al netto delle numerose inchieste giornalistiche internazionali che hanno dimostrato l’ enorme giro di corruzione dietro alla costruzione di un gasdotto palesemente inutile per un milioni di motivi che non stiamo qui ad elencare.
    Per essere ancora più efficaci con la spiegazione è come se noi volessimo fare entrare 2 litri di acqua in un recipiente che ne può contenere solo un litro.
    Le infrastrutture che abbiamo in Italia per il trasporto del gas sono solo dimensionate alla quantità di gas disponibile che attualmente è veicolato dalla rete nella rete dai punti di approvvigionamento.
    L’ulteriore arrivo di gas ha bisogno del potenziamento e dell’ adeguamento delle condotte che al momento non c’è e se è previsto almeno per il 2025/2026 (così dice Snam).
    Chi glielo spiega all’intelligentone Fabiano Amati?

  • Maria , 18 Novembre 2020 @ 0:22

    Condivido a pieno quanto dichiarato dal consigliere Amato…al contempo però mi auguro con tutto il cuore che faccia sentire la sua voce in Regione al fine di tutelare gli interessi di questa parte di Puglia molto spesso bistrattata e dimenticata. ….dai poteri che contano

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