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Il direttivo de “La M”: La storia del tavolo che tiene in ostaggio il Castello

Comunicato Stampa: Come succede spesso, ci sono “storie minori” che nessuno vi racconterà mai; proveremo noi de La M a raccontarvene una di cui sicuramente in pochi saranno a conoscenza: questa è “la storia del tavolo che tiene in ostaggio il Castello”. Succede ormai da anni che l’Auditorium del Castello è reso parzialmente inutilizzabile poiché il palco in fondo alla sala è impegnato 365 giorni all’anno da un tavolo enorme ed inamovibile, non per sua natura ma per la volontà burocratica dell’Ufficio Cultura. Il perché? Semplicemente “perché le gambe del tavolo si stanno rompendo…”. E cosa si decide quindi? Invece di sistemare i piedi e rendere più resistente il tavolo si decide di vietarne lo spostamento: letteralmente non lo si può neanche toccare.

Ed è così che un luogo affascinante, come l’Auditorium di uno dei castelli più belli ed importanti della Puglia, non è più utilizzato da tempo per organizzarvi all’interno stagioni concertistiche, rappresentazioni teatrali, workshop di natura culturale ed altri eventi che necessiterebbero di un palco libero dal tavolo. Ogni volta che si prova a spostarlo per fare un po’ di spazio succede infatti un putiferio: “il tavolo non si può muovere di un millimetro, se volete vi arrangiate!”. E non è tutto! C’è un aspetto rilevante non preso in considerazione dall’ufficio preposto: il lato economico.

Le associazioni culturali, le scuole ed altri enti mesagnesi, secondo regolamento comunale, possono affittare l’auditorium per i propri saggi o eventi a soli 80,00 euro. Cifra irrisoria rispetto alla rilevanza storica ed alla capienza (100 posti a sedere) della location, quindi appetibile a molte realtà cittadine che spesso sono costrette, di fronte al diniego di spostare il tavolo e poter utilizzare così l’intero palco, a rivolgersi ai privati e spendere quindi molto di più in affitto. L’auditorium ha la possibilità di ospitare, oltre ad eventi culturali, anche corsi di formazione, di aggiornamento e matrimoni, per i quali l’affitto è nettamente più alto. Ma nulla, “il tavolo” ha sempre la priorità; e così le casse comunali, che già piangono miseria, vengono private di tutti questi possibili introiti mancati.

A margine di questa storia, ma non meno importante, vi è il problema dell’assegnazione gratuita degli spazi comunali, e più nel dettaglio dell’Auditorium e del Teatro Comunale. Non essendoci un regolamento ad hoc, l’ufficio cultura, spesso su indicazione politica, o altre volte arbitrariamente, decide a chi e quante volte, associazioni o privati che siano, assegnare gratuitamente le due location. Ciò che si crea è l’ovvia disparità di trattamento delle varie realtà mesagnesi. C’è chi riceve una gratuita, chi due, chi nessuna. Ci rivolgiamo quindi alla dirigente dell’Ufficio Cultura ed ai consulenti Calò e Stella affinché l’uso dell’Auditorium sia meglio e più equamente regolamentato ma soprattutto affinché “la storia del tavolo che tiene in ostaggio il castello” diventi leggenda e non triste realtà così che i cittadini possano equamente e maggiormente usufruire delle case della nostra cultura, e perché no, per rimpinguare le sempre vuote casse comunali. “La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema, sono come tanti acquedotti” (Claudio Abbado).

 

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