(Flavia Montanaro) – Il Santuario di Mater Domini è di nuovo in festa, questa volta però non c’entrano niente ricorrenze e anniversari, sabato 22 dicembre alle ore 10 (ora locale, da noi saranno circa le 14), Renato Maizza sarà ordinato diacono presso la Cattedrale “Nostra Signora del Rosario” della diocesi di Merlo Moreno, in Argentina. Don Pietro è partito la scorsa settimana insieme al padre di Renato. Ogni giorno ci invia foto per farci conoscere l’Argentina, i suoi occhi sono i nostri, anche quando visita luoghi cari a Papa Francesco, come la cattedrale di Buenos Aires dove il Pontefice ha prestato servizio come Vescovo. Un viaggio che non è certo una vacanza per Don Pietro che ha portato in valigia un pugno di terra della nostra Mesagne, simbolo delle origini e del cammino vocazionale di Renato. La notizia dell’ordinazione diaconale è arrivata in estate, quando in parrocchia ci sono solo le zanzare e il gruppetto delle “fedelissime” che sgrana il Rosario anche con 40° all’ombra. C’è stato subito il passaparola: «Ha saputu? Renato si faci Diacunu. Sì, comu Carlu». (Trad. “Hai saputo? Renato sarà ordinato Diacono. Sì, come Carlo”). Carlo Mitrugno è il Diacono permanente in servizio a Mater Domini e non è corretto dire che le due figure sono “uguali” perché Renato a giugno 2019 sarà ordinato presbitero.

Renato Maizza vive in Argentina dal 2011. Descrivere il suo percorso in poche righe è impossibile, perché tante sono le esperienze che ha vissuto. Se è vero che Dio ha un progetto per ognuno di noi, è vero pure che ci lascia liberi di scegliere la nostra strada, orientarci è difficile: qual è la strada più vicina alla volontà di Dio? Renato ha percorso migliaia di chilometri e ha attraversato l’oceano perché il progetto che Dio ha scelto per lui è la “Missione” e per realizzarlo ha avuto il coraggio di lasciare la sua terra. Abbiamo visto Renato lo scorso anno e ci ha raccontato la sua esperienza tra gli scartati della società e della Casita, una struttura parrocchiale che ospita ragazzi con esperienze difficili, la sua “Missione” è accoglierli, ascoltarli e aiutarli. Il Vescovo Oscar che abbiamo avuto modo di conoscere, lo apprezza moltissimo per l’impegno per la pastorale giovanile, Renato ha seguito i giovani della diocesi (che conta più di un milione di persone).

Don Pietro è uno che riesce a capire chi ha il “V-Factor” e coltiva le vocazioni dei giovani come Renato aiutandoli ad ascoltare, discernere e vivere la chiamata del Signore. “Lu calandariu ti Misciagni 2019” è dedicato ai 40 anni della Parrocchia e tra le pagine c’è una foto quasi profetica di Don Pietro insieme ad alcuni ragazzini del camposcuola che oggi sono diventati sacerdoti: Don Dino Scalera, Don Gianluca Carriero, Don Massimo Mengasi, Don Piero Demita e Don Paolo Zofra. Loro non sono gli unici, ricordiamo infatti il giovane Antonio Carriero dei Salesiani di Don Bosco, e ancora Suor Liliana e Suor Monica. Siamo sempre ben felici di accoglierli e ascoltare le loro testimonianze che ci arricchiscono. Intanto speriamo che Don Pietro non decida di rimanere in Argentina visto che si è ambientato benissimo. Auguri di cuore a Renato!