Il bonus facciate per quattro chiese di Mesagne

(di Tranquillino Cavallo per BuoneNuove dicembre 2020) – I centri storici, al giorno d’oggi, versano in uno stato di degrado ed abbandono causato dalla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria. Possiamo parlare, quindi, di vera e propria emergenza architettonica e storica-culturale, che nella città di Mesagne si sta cercando di affrontare intervenendo con il recupero, restauro e riqualificazione di alcuni tra gli edifici religiosi del cuore antico della città.

Possiamo citare, ad esempio, la chiesa Matrice, la chiesa del Santuario Mater Domini, la chiesa di San Cosimo e Damiano e la chiesa di Santa Maria in Betlem, monumenti situati in luoghi strategici dell’impianto urbanistico della città, che oltre all’importanza dal punto di vista religioso, spiccano per le loro peculiari caratteristiche architettoniche (Barocco), attualmente però necessitano di un intervento.

BuoneNuove ha incontrato “l’attore” di questa iniziativa, l’ingegnere Annachiara Contessa, Amministratore Unico della CEA Construction, per discutere delle strategie che si vogliono attuare.

“Siamo onorati di renderci utili alla nostra città, mettendo a disposizione la competenza e la sensibilità acquisite durante l’esperienza professionale e di vita. L’immensa ricchezza artistica e culturale del nostro territorio, sono elementi identitari che se valorizzati in modo opportuno, costituiscono “brand” di attrattiva della nostra città.

Il nostro lavoro non può prescindere da una buona conoscenza tecnica del territorio, ma al tempo stesso necessita di un connubio con le nuove tecnologie, per questo, la volontà aziendale di continua evoluzione nelle metodologie di lavoro, come nella strumentazione (hardware e software), ha comportato ingenti investimenti sia in termini economici che, soprattutto, in termini di risorse umane. L’impresa ha costituito ed implementato il suo staff tecnico, avvalendosi di professionisti specializzati per utilizzare e sfruttare al meglio queste nuove tecnologie, come l’architetto Paolo Capoccia, l’ingegnere Alessio Tedesco, l’ingegnere Gabriele Carriero e l’architetto Giuseppe Gissi.”

“L’innovazione che si è intrapresa da qualche anno, abbracciando la metodologia BIM in tutto il settore architettura, ovviamente non poteva non aggiornare le tecniche e metodologie di rilievo del costruito, essendo questo base fondamentale per ogni progetto di restauro. Il tutto reso possibile avvalendosi del rilievo digitale di ultima generazione, tramite tecnologia laser scanner che sfrutta strumenti in grado di misurare ad altissima velocità la posizione di centinaia di migliaia di punti nello spazio, i quali definiscono la superficie degli oggetti circostanti.

Il voler adoperare tecnologie avanzate non dipende tanto dalla rapidità di esecuzione del rilievo quanto, soprattutto, dalla precisione del modello ottenuto, che, grazie all’ausilio del rilievo a mezzo drone, oltre ad una restituzione meramente geometrica, dà la possibilità di avere immagini fotografiche a colori, già opportunamente scalate e ridimensionate, che consentono una migliore lettura ed interpretazione delle patologie che affliggono i monumenti, nonché le derivate lavorazioni di restauro da eseguirsi.”

“Brevemente, un corretto intervento di restauro si compone di più fasi:

  • diagnosi: studio approfondito delle caratteristiche del manufatto, della sua storia, dei materiali di cui è composto, delle sue forme di alterazione e degrado e delle cause che l’hanno generato;
  • pulitura: operazione che porta alla rimozione degli strati e dei prodotti di alterazione presenti sul manufatto;
  • consolidamento: trattamento della pietra alterata con sostanze che, penetrando in profondità, ne migliorino le caratteristiche fisico-meccaniche e producono un

aumento delle capacità coesive tra la parte deteriorata e quella sana sottostante.

Concluso il processo restaurativo, il bene ha necessità di essere manutenuto con una revisione periodica dello stato di conservazione. La manutenzione continuata o almeno saltuaria dei manufatti mira a limitare o a bloccare le fonti di degrado (ad esempio fenomeni ben individuabili d’infiltrazione d’acqua), e comprende piccoli interventi di pulitura che permettono di evitare in tempi successivi costosi interventi conservativi.”

 

“La fattibilità dell’iniziativa di recupero, restauro e riqualificazione di brani del tessuto urbano, è stata attuata grazie alle misure fiscali che il Governo Italiano ha promosso con il Decreto Rilancio n. 34 del 19.05.2020 e successiva conversione in Legge n. 77 del 17.07.2020.

In particolar modo, entra in gioco il bonus facciate, che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti per le attività di recupero, pulitura o semplice tinteggiatura della facciata esterna, compresi gli interventi su balconi, ornamenti e fregi, di edifici che si trovano nelle zone A e B del territorio comunale.”

 

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