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I segreti del boomerang australiano scoperti dalla ricercatrice Eva Francesca Martellotta

da Cosimo Saracino
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Una ricercatrice mesagnese scopre l’origine preistorica del boomerang australiano. Eva Francesca Martellotta, laureata in archeologia con 110 e lode a Ferrara, è una ricercatrice dell’università di Brisbane in Autralia. E proprio il boomerang, uno dei simboli della cultura aborigena, è diventato oggetto di ricerca archeologica. Eva Francesca Martellotta è riuscita a scoprire antichi segreti che il misterioso oggetto custodirebbe rispetto ai diversi usi effettuati dagli antenati del popolo australiano.

Un articolo pubblicato dalla dottoressa Martellotta lancia nuova luce sul boomerang, uno degli oggetti più popolari ma ancora poco conosciuti della cultura aborigena. Su sbs.com.au si legge: “Il boomerang è uno dei simboli della cultura indigena australiana più riconosciuti al mondo, anche se ancora poco si sa della sua storia e degli usi che per migliaia di anni le popolazioni aborigene ne hanno fatto. Grazie al lavoro svolto da Eva Francesca Martellotta, ricercatrice italiana, a fianco di un ex-campione mondiale di lancio del boomerang, Paul Craft, siamo un passo più vicini a capire la complessità di un oggetto solo in apparenza semplice.

“Il termine boomerang è una inglesizzazione della parola aborigena per indicare uno strumento da lancio che era caratteristico delle popolazioni dell’area intorno a Sydney, ma ogni popolo ha diverse parole per descrivere il boomerang, a volte anche molto diverse tra loro”, spiega la dottoranda in Archeologia alla Griffith University ai microfoni di SBS Italian. Martellotta ha pubblicato un articolo sulla rivista ‘Plos One’ dal titolo “Beyond the main function: An experimental study of the use of hardwood boomerangs in retouching activities”.

“Il boomerang che abbiamo in mente, ovvero quello che torna indietro una volta lanciato, non è il ‘vero’ boomerang e in genere veniva usato solo in alcune zone del Paese per cacciare uccelli o pesci”.

“La maggior parte dei boomerang sono molto più grandi e pesanti e hanno una forma differente. La principale funzione era cacciare grandi prede, come i canguri, insieme al combattimento. Altre funzioni secondarie delle quali si parla tra gli Elders o nelle fonti scritte sono accendere il fuoco o suonare musica”.

La scoperta che apre la porta a nuove considerazioni degli studiosi riguarda proprio l’uso del boomerang: “La nuova funzione che abbiamo scoperto è quella di modificare i margini funzionali degli strumenti in pietra”.

“Come nell’antichità c’era bisogno di strumenti che avessero lame di forma differente per le diverse funzioni, e per produrre questi strumenti c’era bisogno di strumenti diversi che modificassero la morfologia delle lame. In Australia i boomerang erano anche utilizzati per questo scopo”.

Si tratta di “una scoperta che apre una finestra sulla multifunzionalità degli strumenti in legno all’interno della cultura aborigena. Noi siamo abituati ad avere tanti e diversi strumenti per svolgere la più piccola specializzata funzione, nella cultura aborigena si avevano meno strumenti con più funzioni. Il boomerang per gli aborigeni era un po’ come un coltellino svizzero”.

Nelle ricerche sul campo, Martellotta è stata affiancata da Craft, anche conosciuto come Uncle Boomerang (Zio Boomerang), uno dei fondatori del primo team aborigeno di lancio del boomerang.

Lavorare con i Traditional Owners, ha concluso la ricercatrice, è “sicuramente il sogno di ogni archeologo, avere la possibilità di chiedere direttamente alle popolazioni coinvolte”.

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