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Elezione del Presidente della Repubblica, l’on. Aresta spiega modalità e tempi della votazione

da Cosimo Saracino
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A poche ore dall’inizio delle votazioni per designare chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, il tredicesimo dal 1948, QuiMesagne ha raggiunto telefonicamente l’onorevole Giovanni Luca Aresta  per chiedergli spiegazioni su come avviene l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Chi elegge il Presidente della Repubblica?

Il Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune, composto dai componenti della Camera dei deputati (630 deputati) e del Senato della Repubblica (321 senatori, compresi sei senatori a vita) a cui si aggiungono i 58 delegati eletti dai Consigli regionali. Ogni Consiglio regionale elegge tre delegati (due rappresentanti della maggioranza e un rappresentante della minoranza) in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. In tutto, il collegio elettorale “presidenziale” è quindi composto da 1.009 cosiddetti “Grandi elettori” (articolo 83 della Costituzione).

In che data è stata fissata la elezione del nuovo Capo dello Stato?

il 3 gennaio il Presidente della Camera, Roberto Fico, sentita la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, per lunedì 24 gennaio, alle ore 15. Un solo punto all’ordine del giorno: elezione del Presidente della Repubblica.

Dove si svolgono le votazioni?

Le procedure di voto per l’elezione del Capo dello Stato si svolgono nell’Aula di Palazzo Montecitorio, e sono presiedute dal Presidente della Camera, Roberto Fico. Al suo fianco siederà la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. In questa tornata, tuttavia, è prevista una eccezione al “perimetro Aula” per consentire l’espressione di voto dei parlamentari e dei delegati regionali sottoposti a misure anti Covid..

Quali sono le procedure voto?

La conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso in dettaglio le modalità di voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato – rigorosamente in presenza – con un occhio in particolare al rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid. È prevista una sola votazione al giorno, rispetto alle tradizionali due, al mattino e al pomeriggio: le misure anti Covid (sanificazione, areazione, eccetera) hanno infatti allungato i tempi. La seduta per eleggere il Presidente della Repubblica è comunque unica, nel senso che l’assemblea, pur con le necessarie interruzioni dei lavori, non si scioglie fin quando l’elezione non è andata in porto.

Come il Covid ha inciso sulle modalità di voto?

L’accesso all’Aula di Montecitorio, consentito solo se in possesso di Green pass “base”, avverrà dal lato sinistro dell’emiciclo con un massimo di 50 grandi elettori alla volta. Si voterà per fasce orarie, in ordine alfabetico, a partire da senatori a vita, senatori, deputati e delegati regionali. Stimando circa 11 minuti per l’espressione del voto dei 50 grandi elettori ammessi in Aula le operazioni di voto e la fase di spoglio dovrebbero durare complessivamente 4 ore e mezza. In tutto, anche durante lo scrutinio, in aula non potranno esserci più di 200 persone. Nelle tribune, invece, potranno accedere 106 parlamentari e delegati regionali senza contingentamento per gruppo.

Ci sono altre misure anti-contagio previste dal Presidente Fico?

Per esprimere il proprio voto deputati, senatori e delegati regionali non avranno a disposizione i tradizionali catafalchi in legno con tendina in feltro – assai poco igienizzabili – ma quattro nuove cabine elettorali con l’urna per depositare la scheda di votazione dotate di un sistema di aerazione che garantirà sicurezza e riservatezza del voto. I parlamentari e i delegati regionali sottoposti alla misura dell’isolamento, in quanto positivi al SARS-CoV-2, o a quella della quarantena precauzionale, in qualità di contatti stretti, potranno partecipare alla elezione del Presidente della Repubblica recandosi presso un’apposita postazione ubicata presso l’area esterna di pertinenza della Camera, e dunque rientrante nella sede della Camera stessa, sita in via della Missione – alla quale sarà possibile fare accesso con un mezzo proprio o sanitario –  dove avverranno le operazioni di voto, in condizione di rispetto delle vigenti misure di carattere sanitario. I grandi elettori che risultino positivi al Sars-Cov-2 potranno spostarsi dal proprio domicilio, con mezzi propri, per effetto di un decreto legge varato in queste ore

Quali sono le modalità di voto e il quorum necessario?

L’elezione del Presidente della Repubblica si svolge con votazioni a scrutinio segreto. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza qualificata di due terzi dell’assemblea, pari a 673 elettori su 1.009; dal quarto scrutinio in poi è sufficiente la maggioranza assoluta (la metà più uno dei grandi elettori), pari a 505 elettori su 1.009 (articolo 83 Costituzione). I presidenti dei due rami del Parlamento non partecipano al voto.

Quali sono i requisiti per l’elezione a Presidente della Repubblica?

In base all’articolo 84 della Carta costituzionale può essere eletto capo dello Stato ogni cittadino italiano che abbia compiuto 50 anni e goda dei diritti politici e civili. L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica. L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.

Ma il Presidente della Repubblica entra in carica solo una volta che ha giurato. In cosa consiste questo giuramento?

Prima di assumere le sue funzioni, il capo dello Stato presta giuramento pronunciando dinanzi al Parlamento in seduta comune la formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione» (articolo 91 Costituzione). I parlamentari potranno entrare in Aula alla Camera per il giuramento del nuovo Presidente solo se in possesso di un tampone negativo.

In questi ultimi mesi si è tanto parlato di questa elezione, ma molti italiani non pensano che il Presidente della Repubblica sia una figura importante per il paese. Può spiegarci l’importanza di questa carica istituzionale?

Proprio la vicenda della pandemia, come è d’altronde avvenuto in passato per altre emergenze (i terremoti, il terrorismo, lo stragismo mafioso ecc.) hanno evidenziato il ruolo fondamentale del Presidente della Repubblica nell’interpretare la piena vicinanza delle istituzioni repubblicane ai cittadini. C’è una immagine plastica che lo rappresenta e che vede il Presidente Mattarella da solo davanti all’altare della Patria nei giorni più difficili del lockdown. In quella immagine il  Presidente è certamente solo ma ha dietro di sé tutto il popolo italiano che lotta contro un male invisibile e che colpisce il nostro stesso modo di vivere. Il sentimento di unità nazionale non è una astrazione retorica ma un valore che affonda nella solidarietà tra i cittadini di tutte le classi sociali e tra cittadini ed istituzioni democratiche. Solo una figura fuori dalle dispute politiche quotidiane poteva richiamare alla  forte esigenza di una risposta collaborativa dello Stato e del sistema delle autonomie (soprattutto regionali) alle complesse questioni poste dall’emergenza sanitaria oppure, ancora, per la presa di posizione in tema di correttezza dei procedimenti decisionali seguiti per fronteggiare l’emergenza, con la valorizzazione del ruolo del Parlamento.

Più volte, nel pronunciare suoi discorsi il Presidente Sergio Mattarella ha parlato della «sostanziale unità morale» degli italiani come «vero cemento che ha fatto nascere e tenuto insieme la Repubblica» e che ancora oggi ci fa sentire «legati da un comune destino». Tutti parte di una stessa storia, dunque. Di uno stesso popolo. Un «sentimento profondo», un legame di responsabilità reciproca che ha precise ricadute in termini giuridici: solidarietà, eguaglianza, garanzia dei diritti fondamentali, inderogabilità dei doveri costituzionali. Si tratta – per usare le parole di un insigne giurista, che proprio di “sentimento nazionale” si era occupato – di quelle «esigenze permanenti della comunità» che costituiscono «un bene permanente, superiore ed irrinunciabile dello Stato democratico italiano».

Solo un’ultima domanda, Onorevole. Con quali sentimenti sta vivendo questi giorni che precedono l’elezione?

Emozione, responsabilità per l’Altissimo Servizio a cui siamo chiamati verso il Popolo italiano. Vivo questa esperienza con il medesimo intenso impegno che ha contraddistinto il mandato ricevuto in questi non semplici anni della Legislatura. Ognuno di noi, tutti indistintamente, stiamo concorrendo a scrivere una importante pagina di storia della nostra amata Repubblica.

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