Domenica 17 ottobre 40° anniversario sacerdotale di don Pietro Depunzio

(di Flavia Montanaro) – «Il 17 ottobre è il mio 40° anniversario sacerdotale, solitamente si festeggiano i 50 anni, ma voglio festeggiare quest’anno». Con questa frase, Don Pietro Depunzio ha spiazzato tutti i parrocchiani di Mater Domini che sul loro calendario cerchiano in rosso come fossero “feste comandate”, l’onomastico, il compleanno e l’anniversario sacerdotale del parroco. Quasi nessuno infatti si aspettava che avrebbe trasformato l’occasione in un evento. Qualcuno potrebbe anche pensare al fattore “scaramanzia”, ma Don Pietro è così: “una ne pensa e cento ne fa”!

Un anniversario importante ma non solo, questo è un invito a tornare ad abitare la Chiesa. Tante le iniziative del nuovo anno pastorale, dalla benedizione degli zainetti, all’ingresso colorato per la prima messa della domenica mattina dopo la lunga “pausa Covid”. Per l’anniversario sacerdotale, Don Pietro ha voluto coinvolgere associazioni e gruppi, per pregare e riflettere sulle tematiche che hanno caratterizzato parte del suo Servizio in tre giornate: giornata Eucaristica, Vocazionale, Mariana.

E’ più facile trovarlo in giro che seduto alla scrivania dell’ufficio parrocchiale e proprio per questo non è possibile raccontare in poche righe 40 anni. Mentre leggi anche tu stai pensando: “Una volta Don Pietro mi ha…”, in effetti non c’è una persona che non abbia un ricordo legato a lui, dalle alte cariche istituzionali ai piccoli, sino agli ultimi che per Don Pietro sono sempre i primi. La sua vita infatti è dedicata soprattutto agli ultimi, la Casa di Zaccheo è il luogo che ha creato per chi vive ai margini di una società che vive di fretta e non ha tempo per accogliere. L’emergenza sanitaria non è ancora finita, ma assistiamo ad un altro tipo di emergenza: quella umana. Ancora una volta Don Pietro vuole farci tornare ad essere umani: ritrovando il piacere di stare insieme, in comunità.

E pensare che su Facebook qualche giorno fa ha scritto «Prete? Mai e poi mai…», invitando sabato sera i giovani-issimi ad ascoltare la storia della sua “chiamata”. Una storia che si intreccia non solo con quella di Mater Domini, ma con quella di un Paese, Mesagne. Di seguito la locandina con gli appuntamenti dei prossimi giorni.

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