Conosciamo meglio Mesagne: ‘Li Tustini’ – di Viluccio Montanaro

Riportiamo un intervento di Viluccio Montanaro pubblicato nel gruppo Facebook “Rccontiamo Mesagne”. Nel ringraziarlo per quello che ci fa sapere, possiamo dire che è uno scritto che serve a conoscere meglio la nostra amata città.

LI TUSTINI

Presso le antiche mura di Mesagne, poco al di fuori dell’allora Porta Boreale (oggi porta Grande), dove via Stazione si congiunge con via Carmine, fino al XV sec. vi era una chiesetta dedicata a San Sebastiano e nel recinto della stessa vi era un grande pozzo pubblico che generazioni di donne hanno utilizzato per lavare i panni cantando e chiacchierando in compagnia.

Da quel punto iniziava la grande spianata rocciosa dei Tostini di ettari 17,63 che comprendeva, oltre all’odierna contrada Tostini, anche l’attuale spianata del Carmine o largo S. Michele Arcangelo, la zona Grutti (grotte), la zona Forchii (tane), che confina, ad est, con la zona Grutti ed infine la zona sintinaru.

In questa zona particolarmente roccioso di natura tufacea (carparo), fino a poco tempo fa, erano presenti molte grotte che sono via via sparite, quasi del tutto, da quando è diventata zona urbanizzata ed ha visto nascere su di essa, case e palazzi; per cui per eseguire le fondamenta è stato necessario riempire queste grotte con materiale di riporto. Anche nell’odierno rione Carmine c’erano molte altre grotte ; le ultime sono state distrutte a causa della costruzione del palazzo che sorge proprio alle spalle della Chiesa del Carmine. Tali grotte sono state utilizzate sino a poco tempo fa come laboratori di figuli (li pignatari che facevano tegole, piatti, pignate, vasi); altre ancora ce n’erano al rione Grutti, di cui una particolarmente grande, e con varie entrate; altre grotte esistevano nella contrada Forchii, tutte riempite o chiuse dalle costruzioni che sono nate sopra”. Quindi, soprattutto per la presenza dell’oratorio di San Michele Arcangelo e della chiesetta della Madonna del Pinto che il Profilo e lo Scoditti ritenevano che fosse la prima chiesa sorta sulle macerie di un antico tempio pagano che esisteva a Mesagne, si può ritenere che questa spianata non era altro che un insediamento sorto dopo che Totila, re dei Goti, aveva distrutto e saccheggiato Mesagne e tanti altri centri abitati di questa Provincia nel 540, determinando il crollo dell’economia agricola locale. Nel successivo periodo del Medioevo, la gente invece di stabilirsi sulle alture troppo visibili da lontano e facile preda dei barbari, preferì stabilirsi nelle gravine e nelle grotte nascoste nella boscaglia difficilmente raggiungibili e non facilmente visibili.

Viluccio Montanaro

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