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Bando Piazza Commestibili, i dubbi delle associazioni di categoria

da Cosimo Saracino
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®quimesagne.it - piazza commestibiliRiceviamo e pubblichiamo: I responsabili delle Associazioni di Categoria della Confcommercio, della CNA, e della Confesercenti, di Mesagne, sottopongo alla Vs. cortese attenzione quanto di seguito riportato:

Bando Piazza dei Commestibili: alcune considerazioni.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito del Comune di Mesagne il bando per la locazione di n. 12 locali; nella stesura dello stesso, l’Amministrazione Comunale ha preferito affidarsi ad un gruppo di saggi escludendo di fatto il coinvolgimento in tutte le sedi delle Associazioni di categoria del territorio.

Ciononostante, nei giorni scorsi i rappresentanti della Confcommercio nella persona di Valentini Alfonso, Capodieci Mary per la CNA e Di Giacomo Claudio per la Confesercenti, si sono riuniti per sviluppare alcune considerazioni e richieste, utili a loro giudizio, a chiarie meglio alcuni aspetti dello stesso; vale a dire:

-nel bando, si fa richiesta come requisito essenziale di essere già iscritti alla CCIAA e di essere possessori di partita IVA, escludendo di fatto aziende di nuova costituzione, formata da giovani alla loro prima esperienza. E’ del tutto evidente che costituire un azienda, registrarla, e partecipare a corsi di abilitazione (per es. quelli per la somministrazione ) richiede denaro da investire senza avere la certezza dell’assegnazione del locale e tempo che considerando la data di scadenza del bando non c’è. Basterebbe a nostro avviso far firmare una autocertificazione, con la quale il richiedente si impegna ad aprire l’attività oggetto della richiesta entro e non oltre 30gg dall’assegnazione.

-il comitato di gestione dovrebbe essere regolamentato nel bando in maniera più chiara ed efficace, in quanto dipiazza commestibili fatto si troverà a gestire tutte le attività insistenti nella Piazza, sia quelle riguardanti la gestione dei problemi e dei costi “condominiali”, sia quelle riguardanti le attività di intrattenimento da sviluppare durante tutto l’anno. Dalla lettura del Bando non si capisce quanti saranno a farne parte, chi avrà la responsabilità, quali saranno i criteri nella scelta del responsabile etc. etc. Non specificare prima ogni singolo requisito, ci sembra un azzardo pericoloso che potrebbe ingenerare non poche contestazioni tra i locatari con immaginabili conseguenze.

-per i contratti di fitto dei locali non è prevista nessuna assicurazione contro furti incendi e atti vandalici, ne’ è prevista una fideiussione per eventuali morosità nel pagamento dei canoni di fitto. A nostro avviso l’amministrazione potrebbe stipulare degli accordi con le migliori Compagnie di Assicurazione per consegnare il pacchetto completo ai futuri locatari, stabilendo massimali e condizioni ai migliori costi del mercato.

-si richiede un vincolo di apertura dei locali, in qualsiasi periodo dell’anno, non inferiore a 13 ore giornaliere; con l’obbligo di tenere gli stessi illuminati anche dopo l’orario di chiusura ( per quanto tempo non è dato saperlo! ). Onestamente non riusciamo a capire il motivo e l’utilità di tale obbligo soprattutto perché non si riferisce ad un arco temporale stabilito, ma è esteso a tutto l’anno.

– non è chiaro a cosa ci riferisce quando tra gli obblighi del conduttore, si parla di consegnare alla scadenza del contratto il locale “in buono stato locativo”. Nei contratti di fitto è d’uso l’espressione “lasciare i locali nello stesso stato in cui sono stati consegnati”. Il termine “buono stato locativo” lascia il campo a troppe interpretazioni soggettive e difficilmente contestabili.

-il verde presente al primo piano sarà gestito, manutenuto da tutti i conduttori dei locali o solo dall’assegnatario del locale superiore? L’area verde e i viali di caminamento potranno essere utilizzati da tutti o solo dai clienti del locale, in buona sostanza sarà possibile posizionare dei tavolini anche da parte di chi ha i locali nel piano terra? In considerazione di tutto ciò si può stabilire se l’aumento di soli 75 centesimi al metro quadro di fitto rispetto ai locali del piano terra sia irrisorio o leggittimo.

-in occasione di eventi organizzati al centro della Piazza crediamo sia il caso di vietare o perlomeno di normare l’uso di gazebo o bancarelle a ridosso dei locali.

-come mai i locali presenti nella pianta allegata al bando e dalla quale i pretendenti possono scegliere i locali per cui partecipare sono 14 ( compreso quello del piano primo ), e il bando è solo per 12 locali, quale sarà la destinazione d’uso dei rimanenti due locali? Quali sono i locali che non fanno parte del bando?

In conclusione, in un ottica di collaborazione che da parte nostra non è mai venuta a mancare, crediamo sia leggittimo chiedere una proroga per la chiusura del bando, per meglio chiarire e nel caso migliorare gli aspetti evidenziati.
Distinti saluti.

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