“Aumentano i contagi, occorre maggiore attenzione a Mesagne” – La lettera di Manuel Marchionna

Caro Direttore,
questa mattina, come mia consuetudine, leggendo i quotidiani davanti al primo caffè mattutino, mi è subito balzato agli occhi un articolo de LaRepubblica scritto da Michele Bocci. In particolare, in un’analisi su tutto il territorio nazionale, è emerso che la provincia di Brindisi (insieme a quelle di Trieste, Caltanissetta e Bolzano) ha un indice di moltiplicazione del virus significativamente maggiore di 1,5: significa che ogni contagiato infetta a sua volta 1,5 persone, con l’ovvia conseguenza che – senza misure adeguate – tale crescita porterà al collasso del nostro sistema sanitario.
Non le nascondo la mia angoscia di fronte a simili dati. Nel breve tragitto che faccio sempre da casa verso il mio studio professionale, ho avuto la percezione che i giornali li avessi letti solo io: assembramenti ovunque e troppa poca gente con la mascherina. Il sole ed una estate che sembra non voler finire mai, sembrano complici di un virus che sta circolando come mai prima, approfittando della sonnolenza delle nostre coscienze.
Mutuando Flaiano, la situazione sembra grave ma non seria.
Da qui, il mio bisogno di scriverLe, sperando che pochi e semplici dati possano svegliare il senso civico che dovrebbe albergare in ognuno di noi.
La popolazione della Provincia di Brindisi è stimata in circa 400 mila persone, mentre i posti in terapia intensiva per tutta la
Provincia sono 16: ossia 1 ogni 25.000 abitanti.

E, considerato che 8 di questi posti letto vengono destinati ai pazienti “ordinari” (ossia non Covid), a fronteggiare l’epidemia restano 1 posto letto ogni 50.000 persone.
Per valutarne la portata, consideriamo che Mesagne ha una popolazione di circa 27 mila persone.
Il 28 ottobre scorso, i medici del Perrino hanno scritto una lettera aperta al Direttore dell’ASL Brindisi lamentando gli stessi problemi della “prima ondata”, ossia carenza di personale, di strutture adeguate e di difficoltà di tracciamento.
Oggi, il sindaco di Mesagne, in un post su Facebook, dopo aver informato la città della positività al Covid di altri 5 nostri concittadini, ha chiaramente detto che non si è potuto procedere al tracciamento e che “il virus sta cominciando a diffondersi in maniera importante”.
Rappresentando le Istituzioni, il Sindaco deve giustamente essere cauto, mentre io – da comune cittadino – ho la libertà di dirlo: se continuiamo così, a brevissimo, il sistema sanitario sarà al collasso e avremo un sacco di morti.
Inutile nascondere la verità.
In questi giorni vedo la rabbia scoppiare nelle piazze, vedo commercianti ed imprenditori allo stremo; la mia stessa categoria, visto che il ministro Bonafede non ha provveduto ad un protocollo nazionale per la Giustizia, ha visto calare il lavoro da marzo di circa l’80%.
Si poteva fare di più e non si è fatto? Certo che sì.

Abbiamo una classe politica inadeguata? Altrettanto certamente.
Ma questo, a mio modesto avviso, non è il momento della protesta, per quella verrà il tempo. Passata questa brutta pagina di storia avremo tempo e modo per giudicare l’agire politico.
Ma ora è tempo di responsabilità e di capire che non possiamo delegare ad altri la tutela della nostra salute: tocca “salvarci” da soli.
Per cui, vi prego, indossate la mascherina, igienizzate spesso le mani, mantenete il distanziamento sociale.
Quest’ultima parte è forse la più dura, non è facile decidere di non vedere i propri genitori o nonni, non è facile non frequentare gli amici, non è facile stare a casa. Siamo animali sociali e le restrizioni sono contro la nostra natura.
Ma dobbiamo farlo, lo dobbiamo a tutti quelli che amiamo.
Tornerà il tempo degli abbracci e delle feste e quando lo farà non dovremo avere rimpianti ne cari da piangere.
Un abbraccio a tutti i miei concittadini.
Avv Manuel Marchionna

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