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Al via “Semi di ortica”, la prima mostra di Seed Gallery

da Cosimo Saracino
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Si chiama “semi di ortica” ed è la prima mostra di “Seed Gallery”, lo spazio dedicato all’arte di via dei Florenzia, nel centro storico di Mesagne. La mostra curata dall’artista mesagnese Alessandro Passaro vuole comunicare “come gli artisti debbano essere considerati al pari dei semi sparsi sul territorio che per germogliare hanno bisogno di essere visti”, spiega Passaro. Associare la produzione artistica all’ortica “è un modo per ricordare che l’arte deve avere entrambi gli ingredienti di questa pianta tipica del nostro territorio: deve essere un po’ irritante e un po’ curativa”.

Ogni artista che espone nella mostra, quindi, è stato scelto tenendo conto anche di questi due aspetti.

“Abbiamo – continua Alessandro Passaro –  i lavori di Dario Giancane che sono dei ritratti di donne ottenuti dall’ossidazione del metallo, dove come accade raramente il femminino che deriva è una donna vittima di un sistema che gli ha risucchiato l’anima e che mostra gli effetti di un sistema come il nostro sulla delicata preziosità delle donne a contatto per esempio con la guerra.

Deoro, invece, compie un’operazione partendo dalla tecnica del mosaico, arte antica come l’uomo e che riprende in salsa contemporanea divenendo unica e inconfondibile, dove l’irregolarità segnica diviene comunicativamente originale associata a temi socialmente forti.

La poesia visiva di Gianmaria Giannetti ludica e leggera, contribuisce a quella diversità con cui abbiamo voluto orientare la mostra. I fratelli Gabriele e Vittorio Magrì contribuiscono con un’opera che evidenzia il fiabesco della figura femminile così come tutto il loro lavoro in ambito cinematografico e teatrale si caratterizza.

Infine – conclude il direttore artistico di Seed Gallery -, i lavori di Pierluca Cetera, oli su sagome di tela realizzati con una tecnica tutta sua, riesce a dare un realismo che ci parla di un passato che si sta sempre più perdendo e che gioca con le architetture delle location in cui vengono esposte alterandone la percezione e divenendo un tutt’uno”. 

Alessandro Passaro, curatore della mostra, presenta un olio su scultura di pietra che rappresenta un rospo e  si collega alle altre opere evidenziato una ricerca iperreale associata all’elemento fiabesco, intitolata Specchio Specchio. La mostra rimarrà aperta anche dopo il festival biennale CULTURARE e chi la visiterà porterà a casa un sacchettino di semi di erbe selvatiche della nostra terra, con un contributo simbolico, che avrà l’obiettivo di contribuire a quel riavvicinamento alla terra a cui auspichiamo non solo con la seed gallery ma anche col progetto degli orti urbani su il gruppo dei soci della galleria sta lavorando da qualche anno.

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