A Mesagne Conserve Italia pronta a produrre 54mila tonnellate di pomodoro. Assunti 380 stagionali

Per la prima volta, dopo 20 anni dall’acquisizione della fabbrica della famiglia Campana, Conserve Italia apre le porte dello stabilimento di Mesagne per inaugurare la campagna di raccolta e lavorazione dei pomodorini e del pomodoro pelato. Una fabbrica diventata nel tempo fiore all’occhiello del consorzio cooperativo bolognese e che nel 2019 è pronta a lavorare circa 54mila tonnellate di pomodoro. Tutta la produzione di pomodoro pelato Cirio sarà lavorato a Mesagne. Un obiettivo che produce circa 500 posti di lavoro e conferma lo stabilimento nei programmi di investimento di Conserve Italia. Il pomodoro lavorato è un Prodotto pugliese che arriva prevalentemente dal foggiano e che andrà sulle tavole degli italiani e nei mercati esteri. In futuro, se gli imprenditori locali vorranno ritornare a produrre pomodoro, potremmo avere il pelato cirio coltivato e lavorato a Mesagne.

Quella di Mesagne è diventata una fabbrica altamente tecnologica e che rispetta i diritti dei lavoratori. Nello stabilimento sono impiegate prevalentemente forze femminili e tutti hanno un contratto nazionale con diritti garantiti. Di questo bisogna esserne fieri ed orgogliosi anche in riferimento a ciò che accade in altre realtà produttive dello stesso settore merceologico. In tema di legalità, il presidente ha evidenziato come ai soci e a tutti i fornitori del Sud Conserve Italia “chiede il rispetto rigoroso di determinati impegni e l’adozione delle migliori pratiche in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, salute e welfare, nonché il rispetto dei contratti e dei salari, al fine di scongiurare il verificarsi di casi di sfruttamento della manodopera tra le aziende che raccolgono pomodoro”.

Questa mattina negli uffici dello stabilimento si è svolta una conferenza stampa alla presenza del presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini, il direttore generale Pier Paolo Rosetti e il direttore dello stabilimento di Mesagne, Enzo Rossi. In visita anche le istituzioni, traqueste il sindaco Toni Matarrelli, l’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni mons. Domenico Caliandro, l’arciprete don Gianluca Carriero, e altri rappresentanti delle associazioni degli agricoltori. “Sono davvero soddisfatto per quanto dichiarato da Conserve Italia – ha riferito Matarrelli. Lo stabilimento di Mesagne sarà il cuore della produzione del pelato per il marchio Cirio e questo garantirà lavoro e sviluppo per il territorio. In futuro – ha concluso il Sindaco – come Amministrazione comunale dovremmo stimolare gli imprenditori agricoli locali a tornare ad investire in questo settore poichè Conserve Italia si è detta pronta ad incentivare la produzione mesagnese”.

“In base al programma produttivo della campagna 2019 – ha spiegato il direttore dello stabilimento Enzo Rossi nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina – siamo pronti a lavorare a pieno regime 54.000 tonnellate di pomodoro, un quantitativo maggiore (+5,9%) rispetto allo scorso anno, quando le tonnellate erano state 51.000”.

La raccolta quest’anno è partita con oltre una settimana di ritardo, a causa dei problemi climatici: non si esclude l’eventualità di raccogliere pomodoro fino alla prima settimana di ottobre.

“Abbiamo acquisito lo stabilimento di Mesagne nel 1999 – ha dichiarato il direttore generale di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti – e da allora non abbiamo mai smesso di investire in questa realtà produttiva, scegliendo di valorizzare la produzione del pelato e dei pomodorini coltivati in questa straordinaria regione, attraverso un marchio leader sul mercato e dalla storia ultracentaria come Cirio. Solo negli ultimi tre anni abbiamo messo in campo investimenti pari a 2 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la tracciabilità delle produzioni ammodernando i macchinari e acquistandone di nuovi, per aumentare la capacità produttiva del sito. Continueremo a investire puntando a migliorare le performance dello stabilimento, a ridurne l’impatto ambientale, anche attraverso un apposito studio con il CNR-IRSA di Bari sugli effetti del cuneo salino nelle acque di falda. Lo faremo consolidando e innovando la fabbrica, attraverso una stretta collaborazione con le istituzioni locali, alle quali ci unisce il comune obiettivo di promuovere lo sviluppo del territorio, per continuare ad essere uno dei più importanti punti di riferimento per l’occupazione, per l’indotto e per il tessuto sociale. Il nostro sito produttivo rappresenta un presidio occupazionale fondamentale per il territorio, generando un impatto economico annuale di circa 3,6 milioni di euro solo per stipendi e oneri fiscali, senza considerare l’indotto con i fornitori”.

Lo stabilimento di Mesagne produce ogni anno circa 60 milioni di scatole nei diversi formati, a partire dalla scatola da mezzo chilo di pelato, che è il prodotto principale (27 milioni). Lo stabilimento realizza anche la polpa fine, ottenuta dalla lavorazione del “cuore” del pomodoro pelato e preparata con uno speciale procedimento che riproduce la polpa fatta in casa: un prodotto commercializzato nel canale retail in scatole da mezzo chilo e utilizzato per realizzare le salse e i sughi pronti e per il foodservice nel bag in box.

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Conserve Italia è un consorzio cooperativo con sede a San Lazzaro di Savena (Bo), leader in Italia nel settore della trasformazione alimentare, che associa 14.000 produttori agricoli e trasforma oltre 600.000 tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali, che vengono lavorati in 12 stabilimenti produttivi, di cui 9 in Italia, 2 in Francia e uno in Spagna. Il fatturato del Gruppo Conserve Italia è di circa 900 milioni di euro. Conserve Italia dà lavoro in Italia a circa 3.300 persone tra lavoratori fissi e stagionali e detiene marchi storici del made in Italy alimentare come Cirio, Valfrutta, Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani.

 

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