29 Aprile 1979: una giornata con Enrico Berlinguer – di Cosimo Zullo

C’era molta attesa a Brindisi per il comizio di Enrico Berlinguer. Sono passati 41 anni ed eppure mi sembra ieri. Mancava poco meno di 24 ore e tutto doveva essere perfetto.

Da quando era divenuto segretario del Partito nel 1972, non era ancora mai venuto a Brindisi.

C’era stato l’ultima volta negli anni ’60. Nel ‘64 infatti a giugno aveva svolto un comizio a Piazza Monumento a Francavilla Fontana per le elezioni amministrative e il 18 novembre in Piazza Cairoli a Brindisi per un’iniziativa politica del PCI.

Inoltre, la presenza di Berlinguer a Brindisi fu anche l’occasione per l’inaugurazione della nuova sede della Federazione del PCI.

Dopo tanti anni, grazie ai sacrifici degli iscritti, dei militanti e di tanti cittadini, fu acquistata la nuova sede in via Osanna 61. Era stato raggiunto l’obiettivo di dotarsi di una sede più capiente e accogliente. La vecchia sede di via Saponea era piuttosto piccola, ma tuttora indimenticabile. Resta sempre il ricordo dell’odore fortissimo di inchiostro di ciclostile, per le migliaia di volantini che venivano stampati per la diffusione davanti alle fabbriche e alle scuole.

All’epoca si fumava nei locali al chiuso e durante le riunioni venivamo avvolti da una nube di fumo denso e il locale, con le sue volte basse, mal si prestava ad una efficace areazione degli ambienti.

L’arrivo di Berlinguer avveniva in un periodo politico molto complicato. I terroristi insanguinavano le strade del nostro Paese ed avevamo ancora negli occhi la morte di Moro e degli uomini della sua scorta.

Il 24 gennaio 1979 venne ucciso Guido Rossa, operaio comunista (e delegato Fiom-Cgil) dell’Italsider di Genova. Da qualche giorno il Pci era uscito dalla maggioranza che sosteneva il governo Andreotti e si apprestava a svolgere a fine marzo il Congresso nazionale con al centro del dibattito il superamento del “compromesso storico” e dell’Eurocomunismo.

In quel clima quindi, i preparativi in vista della venuta a Brindisi di Berlinguer furono molto impegnativi per garantirgli il massimo della sicurezza.

La mia auto fu scelta dal Partito tra le cinque vetture a fargli da scorta. Berlinguer arrivò in auto da Bari il pomeriggio del sabato 28 aprile e lo scortammo dalle porte di Brindisi fino all’Hotel Internazionale.

Il giorno successivo avrebbe tenuto il comizio la mattina a Brindisi e la sera a Taranto. Avevamo il compito di comunicare alle Autorità preposte con congruo anticipo tutti gli spostamenti e i percorsi che avrebbe fatto Berlinguer. Era prassi consolidata quella di assicurare un servizio d’ordine formato dai militanti del Partito.

Berlinguer aveva già una sua scorta a cui capo c’era Otto, un ex operaio di Modena. Un gigante coi baffi che seguiva con gli occhi qualsiasi movimento del segretario.

Per evitare qualsiasi pericolo, tutte le vie di passaggio del “corteo” furono sgomberate dalle auto parcheggiate.

Già dal primo pomeriggio del sabato i dirigenti delle sezioni locali si diedero appuntamento presso l’Hotel Internazionale. Le Autorità preposte alla sicurezza ritennero necessario lasciare libero il piazzale antistante l’albergo e disposero lo spostamento dei dirigenti delle sezioni locali sulle scale delle Colonne romane. C’era molto entusiasmo tra i dirigenti per il fatto di poter contribuire al servizio d’ordine di Berlinguer.

Mi ritorna in mente quella che mi sembrò una richiesta molto particolare. Dovevamo   procurare un abat jour e dei biscotti per il tè.

Non dei semplici biscotti, ma quelli Montefiore peraltro non reperibili nei negozi della zona ma unicamente presso le farmacie.

Ricordo al fianco di Berlinguer il suo addetto stampa, il fidato Tonino Tatò, che lo affiancò fino a tarda sera mentre preparava i discorsi che avrebbe tenuto il giorno dopo.

La domenica mattina ci dirigemmo verso la nuova Sede della Federazione del PCI in via Osanna. Il clima era quello delle grandi occasioni, di festa e di accoglienza.

Verso le 11,00 scortammo Berlinguer in Piazza Santa Teresa per il Comizio.

Una marea umana lo attendeva. Si parlò della presenza di circa 30.000 persone.

Un comizio con tante persone, in quella piazza, non c’era mai stato. E non ci fu neppure dopo quella indimenticabile giornata.

Berlinguer era noto per essere molto amato fra la gente. Indubbiamente per le sue capacità politiche ma anche perché, per dirla alla Gaber, era davvero “una brava persona”.

Ricordo un episodio avvenuto la domenica mattina. All’uscita dall’albergo, tantissima gente già attendeva l’uscita del segretario.

Ad un tratto, mentre Berlinguer cercava di avvicinarsi ad alcuni militanti, spuntò una vecchietta che tentò di abbracciarlo.

La donna era ormai ad un passo da Berlinguer quando si vide addosso le mani della scorta del segretario che le fecero sfumare il sogno di abbracciare il “suo” Enrico.

Il tema politico centrale furono le Elezioni: le Politiche del 3 giugno e quelle Europee del 10 giugno.

Purtroppo, anche a causa del sostegno del Pci al Governo Andreotti, alle Politiche il Partito subì una pesante sconfitta, passando dal 33,4 % al 30%, mentre alle Europee rimase stabile il consenso al 29,8%.

Alla fine della manifestazione, accompagnammo Berlinguer all’ingresso della Superstrada Brindisi – Taranto. Il comizio e la manifestazione riuscirono alla perfezione. Non vi furono disguidi, né intoppi.

Il mio compito era così concluso. Rientrai a casa stanco, ma tanto entusiasta. Mancavo da casa dal sabato mattina e ci ritornavo nel pomeriggio della domenica. Per tutto il tempo non avevo sentito la stanchezza né bisogno di dormire, l’affetto per Enrico Berlinguer era tanto e tale da farmi restare sveglio per quasi quarantotto ore.

Non ho mai avuto un sonno molto profondo ma quel giorno dormii beatamente. Ero appagato dal fatto che tutto fosse andato bene quella mattina.

Nell’arco dei due anni ’78 e ‘79, Brindisi visse due grandi eventi.

Il 19 maggio 1978 c’era stata la manifestazione Nazionale dei Lavoratori Chimici con la partecipazione di oltre 100.000 persone a sostegno della piattaforma dei lavoratori del Petrolchimico di Brindisi. Era stata indetta a seguito della tragica morte di tre lavoratori il 7 dicembre 1977 con lo scoppio del reparto P2T. Il comizio unitario per CGIL CISL e UIL lo tenne Luciano Lama, allora segretario generale della CGIL.

Il 29 aprile 1979 l’evento con Berlinguer – partecipato con grande emozione da tanti cittadini – rappresentò appieno la passione popolare e civile che caratterizzava quell’era politica.

Dopo quel giorno, non partecipai più a nessun altro comizio di Berlinguer.

Ci siamo “visti” l’ultima volta a Piazza San Giovanni il 13 giugno 1984. Ero una bandiera rossa in mezzo ad un milione di altre bandiere. 29 aprile 2020 – Cosimo Zullo

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1 Comment

  • Maria De Mauro , 30 Aprile 2020 @ 20:21

    Un bellissimo ricordo, che racconta di un tempo che tutti rimpiangiamo. Tanti ideali e tanto impegno! Grazie Coco Zullo!

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