Liceo Coreutico, Matarrelli e Ciracì presentano interrogazione al Miur


Come annunciato qualche settimana fa, l’onorevole Toni Matarrelli e il collega Nicola Ciracì hanno rivolto una interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica per avere risposte esaustive in merito ad una serie di anomalie e disfunzioni rilevate nell’organizzazione del Liceo Coreutico Epifanio Ferdinando di Mesagne, le quali rischiano di minare seriamente la qualità dell’offerta formativa. Ecco il testo integrale:

Atto Camera 

Interrogazione a risposta scritta 4-18642presentato daMATARRELLI Toni

testo diMartedì 28 novembre 2017, seduta n. 892

   MATARRELLI e CIRACÌ. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca — Per sapere – premesso che:
   il Liceo Coreutico Epifanio Ferdinando di Mesagne, in provincia di Brindisi, ha cominciato l’anno scolastico con un organico e un monte ore ridotti: non sono state assegnate, in organico, 14 ore di tecnica della danza contemporanea, 7 ore di tecnica della danza classica, 6 ore di storia della danza, 3 ore di storia della musica e 72 ore di accompagnamento del pianista;
   questa grave anomala situazione sembrerebbe essere difesa, in parte, dall’errata impostazione del sistema Sidi sui licei coreutici, che ha considerato le classi di concorso A57 (Tecnica della danza classica) A58 (tecnica della danza contemporanea) e A59 (pianista accompagnatore) alla stregua di classi di concorso atipiche e non ha consentito di inserire a sistema, in ciascuna classe, sia il docente di tecnica della danza classica, che il docente di tecnica della danza contemporanea e il pianista accompagnatore come è invece previsto espressamente dal piano di studi del liceo coreutico (Allegato E, decreto ministeriale n. 259 del 9 maggio 2017, che ha rivisto e aggiornato le classi di concorso previste dal decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016 n. 19);
   questa anomalia, rilevata già allora in seguito alle numerose richieste di chiarimenti avanzate dai licei coreutici, non è stata più corretta in fase organici di fatto, come era stato espressamente comunicato alle scuole in una nota inserita sul Sidi;
   a questo si aggiunge l’ulteriore circostanza che il sistema sembra non avere considerato che il decreto del presidente della Repubblica 19 del 2016 e il decreto ministeriale 259 del 2017 avevano attribuito alle docenti di tecnica della danza (classica e contemporanea) l’insegnamento della disciplina storia della danza, sino allo scorso anno assegnate a un docente ad hoc e che, pertanto, le cattedre di queste docenti dovessero essere costituite da un orario superiore alle 18 ore. Infine, per quanto riguarda storia della musica, il sistema non ha assegnato alcun docente e alcuna ora di insegnamento per questa disciplina;
   con l’organico e il monte ore che sono stati assegnati, il liceo coreutico Epifanio Ferdinando di Mesagne può mettere in campo un’offerta formativa ridotta, soprattutto nel triennio, poiché le ore di danza sono di fatto ridotte e non è possibile impartire l’insegnamento di due materie, storia della musica e storia della danza, con compromissione della validità stessa dell’anno scolastico. Tale situazione impedirà alle studentesse del quinto anno di sostenere l’esame di stato, un fatto gravissimo;
   in più occasioni il dirigente scolastico del liceo in questione ha sollecitato l’intervento dell’ufficio scolastico provinciale e regionale per la Puglia con nota prot. n. 1735/ 2017, nota prot. n. 2676/2017, nota prot. n. 2783/2017, nota prot. n. 2864/2017, nota prot. n. 3005/2017, nota prot. n. 3076/2017 e nota prot. n 3149/2017 indirizzata all’attenzione della Ministra interrogata, alle quali a quanto risulta agli interroganti non avrebbe ricevuto riscontro –:
   alla luce dei fatti in premessa e considerato il grave pregiudizio per gli alunni del liceo in questione, se e come la Ministra interrogata intenda intervenire al fine di assicurare urgentemente agli studenti del liceo coreutico di Mesagne l’effettività del diritto allo studio e del diritto alla scelta del percorso di formazione, anche per non privare il territorio della provincia di Brindisi di una parte importante dell’offerta formativa. 

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