“I graffiti non muoiono mai”, Mesagne si arricchisce di una nuova opera di street art

20171130_150412“I graffiti non muoiono mai”. E’ questo il messaggio scritto su un muro di via Quinto Ennio da Steven P. l’autore di questo bellissimo Gufo. Anche in questo angolo di città la guerra al grigio anonimo delle mura perimetrali delle case private è stata vinta dai colori caldi e coinvolgenti degli street artist. Steven ha 19 anni e da circa sei realizza questi graffiti apprezzati da molti estimatori. “Mi è sempre piaciuto giocare con i colori – ci dice mentre pensa ad una nuova opera -. Quello che ho realizzato in via Quinto Ennio è un dono al proprietario che mi ha concesso il muro”. Il graffito rappresenta una civetta con le ali spiegate nell’atto di trattenere con le zampe una freccia. Steven P. ha realizzato solo il gufo altri due giovani mesagnesi invece hanno completato il resto. Un’opera realizzata a due passi dall’entrata della Scuola elementare Giovanni XXIII. Ogni giorno da questo angolo passano decine di famiglie che accompagnano i loro figli a scuola. Da qualche tempo sul grigio del muro di cinta è apparsa questa opera che meraviglia tanti. La nostra città diventa sempre più bella e colorata.

Dopo le bellissime opere del grande Millo sui palazzotti che si affacciano sul nuovo Parco Potì, sono apparsi in giro per i quartieri mesagnesi diverse opere colorate. Questa di Steven P. è l’ultima in ordine di tempo. E siamo sicuri che ce ne saranno altre. Ma perché la civetta? Dal web leggiamo che: “Nelle mitologia greca è noto che la civetta (animale differente rispetto al gufo, ma molto spesso identificato con quest’ultimo) rappresentava la dea Atena ed era l’emblema della saggezza e della sapienza. Un proverbio ateniese per indicare una vittoria recitava all’incirca “ecco una civetta”. Presso alcune tribù dell’Asia Settentrionale si pone un gufo sopra il letto di un bambino per spaventare e allontanare gli spiriti maligni e, secondo una tradizione indiana, è addirittura possibile indurre il sonno in un bambino inquieto ponendo piume di gufo sotto il cuscino. Nella tradizione dei nativi americani del nord-ovest, il gufo (civetta) era uno degli animali totemici, di grande importanza: rappresentava la creatrice della notte e quindi simbolo della saggezza, della perspicacia e della proiezione astrale. La sua magia la guida nelle notti prive di luna aiutandola nella caccia silenziosa. Le sue notevoli visioni le rivelano la via verso la grande e unica saggezza”. Cosimo Saracino

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